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17 settembre: San Roberto Bellarmino, dottore della Chiesa

Roberto Bellarmino nasce a Montepulciano nel 1542. E’ il terzo di dieci fratelli di una numerosa famiglia di origini nobili, ma in via di impoverimento economico. Suo padre è Vincenzo Bellarmino e sua madre, Cinzia Cervini, molto pia e religiosa, è sorella del cardinale Marcello Cervini, che diviene papa Marcello II. Roberto è educato per desiderio della madre nel collegio gesuita della sua città natale, fondato da poco tempo: entra a 18 anni nella Compagnia di Gesù, il 20 settembre 1560, e viene ammesso alla prima professione religiosa il giorno dopo, nonostante il parere contrario del padre che avrebbe preferito per lui una carriera politica laica. Studia a Padova e a Lovanio e al Collegio romano di Roma.

Dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta la Domenica delle palme del 1570 a Gand in Belgio, guadagna rapidamente notorietà, sia come insegnante, sia come predicatore; in quest’ultima veste è capace di attirare al suo pulpito sia cattolici sia protestanti, persino da altre aree geografiche. Iniziato l’insegnamento di teologia nel 1570 a Lovanio, viene richiamato nel 1576 in Italia da Papa Gregorio XIII che gli affidala cattedra di “Controversie” da poco istituita nel Collegio Romano, cioè di Apologetica, attività che svolge fino al 1587. In quegli anni tra i suoi alunni c’è anche San Luigi Gonzaga.

Viene fatto cardinale e arcivescovo di Capua nel 1599 e diviene un affermato teologo postridentino. Scrive molte opere esegetiche, pastorali e ascetiche; fondamentali per l’apologetica sono i voluminosi libri “De controversiis”. Con un’opera semplice nella struttura ma ricca di sapienza come il suo «Catechismo» è “maestro” di tante generazioni di fanciulli. Famoso anche un altro suo volume «L’arte del ben morire».

Negli ultimi anni Bellarmino continua il suo austero modo di vivere, dedicando molto del suo tempo alla preghiera e ai digiuni, nonostante la sua salute piuttosto precaria. Continua a fare molte elemosine ai poveri, ai quali lascia praticamente tutti i suoi averi; contribuisce a far ottenere l’approvazione del papa alla fondazione del nuovo Ordine della Visitazione di San Francesco di Sales; inoltre porta a termine la stesura di un “grande catechismo” ed di un “piccolo catechismo”, quest’ultimo in particolare avrà notevole successo e verrà ampiamente utilizzato fino a tutto il XIX secolo. Compone pure un piccolo e anch’esso famoso testo “De arte bene moriendi” oltre che una sua “Autobiografia”.

Muore il 17 settembre 1621 a Roma. Viene beatificato il 13 maggio 1923 durante il pontificato di Pio XI e canonizzato il 29 giugno 1930. Più breve è stato quindi il processo di canonizzazione e rapida la nomina a Dottore della Chiesa conferitagli il 17 settembre 1931 sempre da parte di Pio XI. Dal 21 giugno 1923 il suo corpo è venerato dai fedeli nella terza cappella di destra della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma, chiesa del Collegio Romano che conserva le reliquie di altri santi gesuiti tra cui San Luigi Gonzaga.

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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