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19 marzo: San Giuseppe, patrono di padri, artigiani e operai

Giuseppe è uno dei nomi più popolari in Italia e questo si deve alla venerazione consolidata nei secoli per l’artigiano di Nazaret padre putativo di Gesù e marito di Maria vergine. Il nome Giuseppe è di origine ebraica e sta a significare “Dio aggiunga”, estensivamente si può dire “aggiunto in famiglia”. In Oriente dal IV secolo e in Occidente poco prima dell’XI secolo, vale a dire da quando il suo culto cominciava a diffondersi tra i cristiani. Non vi è dubbio tuttavia che la fama di quel nome si rafforza in Europa dopo che nell’Ottocento e nel Novecento molti personaggi della storia e della cultura lo portano laicamente, nel bene e nel male: da Francesco Giuseppe d’Asburgo a Garibaldi, da Verdi a Stalin, da Garibaldi ad Ungaretti e molti altri ancora.

Lo sposo di Maria, il capo della “sacra famiglia” nella quale nasce, misteriosamente per opera dello Spirito Santo, Gesù figlio del Dio Padre, orienta la propria vita sulla lieve traccia di alcuni sogni, dominati dagli angeli che recano i messaggi del Signore. E diventa una luce dell’esemplare paternità. Fino ai trent’anni della vita del Messia, è sempre accanto al figliolo con fede, obbedienza e disponibilità ad accettare i piani di Dio. Comincia a scaldarlo nella povera culla della stalla, lo mette in salvo in Egitto quando è necessario, si preoccupa nel cercarlo allorché dodicenne “sparisce’’ nel tempio, lo ha con sé nel lavoro di falegname, lo aiuta con Maria a crescere “in sapienza, età e grazia”.

Di Giuseppe non si sanno molte cose sicure, non più di quello che canonicamente ci riferiscono gli evangelisti Matteo e Luca. Nel corso dei secoli non diventa soltanto il patrono dei padri di famiglia, con festa solenne il 19 marzo, ma anche protettore degli artigiani e degli operai e in maniera specifica di falegnami, di ebanisti e di carpentieri, di pionieri, dei senzatetto, dei Monti di Pietà e relativi prestiti su pegno. Viene addirittura pregato, forse più in passato che oggi, contro le tentazioni carnali.

Il culto per Giuseppe inizia intorno al IX secolo. La festa del 19 marzo viene introdotta da papa Gregorio XV nel 1621. Pio IX lo dichiara patrono della Chiesa universale e Giovanni XXIII ha inserito il suo nome nel Canone romano.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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