• 16 Gennaio 2021
  • IL SANTO DEL GIORNO

24 novembre: Santa Flora e Marta di Cordova, vergini e martiri

Il 23 novembre sono numerosi i Santi e i Beati celebrati dalla Chiesa cattolica. Tra questi i Santi Martiri Vietnamiti di cui abbiamo parlato l’anno passato. Oggi invece dedichiamo questo spazio a Santa Flora e Marta, martiri a Cordoba, in Spagna, come riportato dal Martirologio Romano che le ricorda così: “A Córdova nell’Andalusia in Spagna, Sante Flora e Maria, vergini e martiri, che durante la persecuzione dei Mori furono gettate in carcere insieme a sant’Eulogio e poi trafitte con la spada” .

Come ci ricorda Isidoro da Villadapiema, “la passio di queste due vergini martiri fu scritta da San Eulogio di Córdova, che le conobbe in carcere”.

Flora, nata a Córdova da padre musulmano e madre cristiana, fu da questa educata, dopo la morte del marito, nella religione cattolica. Per evitare le continue noie di un suo fratello acceso musulmano e poter meglio dedicarsi alla pietà e alla penitenza, verso l’anno 845 si allontanò da casa insieme alla sorella Baldegoto. A motivo di tale fuga, su delazione del fratello, furono incarcerati alcuni chierici e fedeli, e perciò Flora tornò a casa.

Santa Flora Marta
Santa Marta

Deferita dal fratello al cadì (giudice) sotto l’accusa di apostasia, fu brutalmente battuta. Rilasciata, tornò a fuggire e per sei anni rimase nascosta nelle vicinanze di Martos (Jaén); poi, accesa dal desiderio del martirio, tornò a Córdova, dove nella basilica di San Acisclo si incontrò con Marta, la quale era cresciuta nel monastero di Santa Maria di Cuteclara, vicino a Córdova, sotto la guida della santa vedova Artemia. Essendo stato martirizzato un suo fratello monaco, il diacono Wallabonso, Marta era uscita dal monastero in cerca del martirio.

Trovatesi così insieme, Flora e Marta, andarono dal cadì e professarono pubblicamente la loro fede cattolica. Messe in carcere, furono visitate da s. Eulogio, pure lui nella stessa prigione, il quale, commosso per la fortezza e le sofferenze delle due vergini, tornato nella sua cella, prese a scrivere per loro quell’ardente trattato, Documentum martyriale, che è la più nobile apologia ed esortazione al martirio. Interrogate e tentate più volte dal cadì, perseverarono forti nella fede, e perciò furono decapitate il 24 novembre 851 nel corso della crudele persecuzione dell’emiro Abd al-Rahmàn II.

I loro corpi, abbandonati nei campi e rispettati dagli stessi animali, furono quindi gettati nel fiume Guadalquivir; in seguito il corpo di Marta fu ritrovato e sepolto dai cristiani nella chiesa del monastero di Cuteclara. Le teste delle due martiri furono collocate nella basilica di San Acisclo. San Eulogio, che attribuisce alla intercessione di queste due vergini la sua liberazione, avvenuta pochi giorni dopo, diede notizia del martirio in due lettere indirizzate al suo amico Alvaro Paolo e alla sorella di Flora, Baldegoto, e ne inserì una relazione nel suo Memoriale sanctorum.

Alessio Yandusheff Rumiatseff

donalessio

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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