• 22 Gennaio 2021
  • IL SANTO DEL GIORNO

27 novembre: Sant’Apollinare, abate di Montecassino nel IX secolo

Anche il 27 novembre la Chiesa cattolica festeggia numerosi Santi e Beati. Tra questi San Valeriano di Aquileia di cui abbiamo parlato lo scorso anno. Oggi, invece dedichiamo questo spazio a Sant’Apollinare, abate di Montecassino nel IX secolo.

Apollinare è nominato a Montecassino 14° abate nell’817, succedendo all’abate Gisulfo; benedettino di grandi virtù, promuove con tenacia la disciplina monastica e nel contempo, opera con vivace attività per incrementare i possessi del monastero ed organizzandone la gestione, riceve donazioni da molti nobili feudatari. Intraprende con viaggi la visita dei possedimenti, controllandone l’amministrazione ed è durante una di queste trasferte, che arrivato sulle sponde del fiume Liri, non avendo barche per attraversarlo, si fa un segno di croce e cammina sulle acque a piedi asciutti.

Apollinare accoglie nel monastero, come penitente Radechi conte di Conza, che è desideroso di espiare per l’assassinio di Grimoaldo IV principe di Benevento, cosa abbastanza frequente nelle lotte intestine fra i feudatari dell’epoca.

Sant'Apollinare
L’abbazia di Montecassino, dove venne sepolto Sant’Apollinare

Apollinare muore il 27 novembre 828 e viene sepolto nell’abbazia; l’abate Desiderio e lo storico Leone Marsicano, che già narrano l’episodio dell’attraversamento del Liri, raccontano che “quando alla fine dell’846, i Saraceni dopo aver distrutto Fondi, si preparavano ad assalire Montecassino, l’abate di quel periodo Bassacio, insieme ai trepidanti monaci, elevava preghiere per allontanare il mortale pericolo, durante la notte Apollinare gli apparve e lo rassicurò in nome di San Benedetto”.

Infatti, durante la notte un violento temporale, fa straripare il fiume Liri ed i saraceni, che non hanno barche, rinunciano per quella volta alla distruzione dell’abbazia. Nel 1058, l’abate Desiderio fa esumare le sue spoglie e le sistema nella chiesa di San Giovanni Battista, componendo egli stesso un epitaffio in versi; nel 1952, dopo la ricostruzione dell’abbazia, dalla distruzione della II guerra mondiale, è trasferito nella cappella eretta in suo onore e affrescata da Luca Giordano nel XVII secolo.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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