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7 novembre: San Vincenzo Grossi, sacerdote e fondatore

Il 7 novembre la Chiesa cattolica celebra numerosi Santi e Bearti. Fra questi San Prosdocimo di Padova, discepolo di Pietro. Fra gli altri, Sant’Amarando (Amaranto), martire; Sant’Atenodoro del Ponto, vescovo; San Baudino di Tours (Baldo), vescovo; San Cungar di Ceredigion, abate. Oggi, invece, vogliamo parlarvi di un santo decisamente più vicino a noi, in quanto vissuto nel XIX secolo. Si tratta di don Vincenzo Grossi, sacerdote della diocesi di Cremona, beatificato da Paolo VI esattamente 45 anni fa e fatto santo da papa Francesco nel 2015.

Figlio di un mugnaio, Vincenzo nasce a Pizzighettone, in provincia di Cremona, il 9 marzo 1845 e viene subito battezzato nella chiesa parrocchiale di San Bassiano. E’ il penultimo dei dieci figli (tre muoiono in tenera età) di Baldassarre Grossi e Maddalena Cappellini, proprietari di un mulino. Da loro impara la mitezza e la laboriosità, unite a un sincero amore per Dio. Attende a lungo prima di poter entrare in Seminario, per aiutare i familiari nel loro lavoro. Inizia gli studi per il sacerdozio nel 1866 e viene ordinato il 22 maggio 1869.

san vincenzo

Dapprima ottiene l’incarico di vicario cooperatore in alcune parrocchie, poi nel 1873 parroco a Regona di Pizzighettone e dal 1883, fino alla sua morte, a Vicobellignano. Resosi conto della necessità di educare attentamente le giovani generazioni, particolarmente le ragazze, con l’aiuto di alcune donne da lui seguite nella direzione spirituale, fonda l’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, sotto la protezione di San Filippo Neri, perché si dedichi, in stretta collaborazione con i parroci, alla educazione e formazione della gioventù femminile dei paesi di campagna e delle periferie delle città.

Guida in parallelo sia le suore sia la parrocchia, con mitezza e generosità. Muore a causa di una peritonite fulminante il 7 novembre 1917, presso la parrocchia di Vicobellignano, che ha guidato per 34 anni. Beatificato da Paolo VI il 1° novembre 1975, viene canonizzato da papa Francesco il 18 ottobre 2015 insieme ai coniugi Martin e a madre Maria dell’Immacolata Concezione (María Isabel Salvat Romero). I suoi resti mortali sono venerati dal 1947 nella cappella della Casa madre delle Figlie dell’Oratorio a Lodi, in via Paolo Gorini 27.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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