TORINO. Riprenderà domani, 30 ottobre 2019, a Torino il processo per l’occultamento del cadavere della donna trovata mummificata a Borgo San Dalmazzo in provincia di Cuneo. La vicenda risale al 27 ottobre 2013, quando, dopo 17 anni, fu ritrovata mummificata in casa la “santona”, così era soprannominata Graziella Giraudo. Secondo l’autopsia la donna morì nel 1996 per cause naturali nella casa in cui viveva insieme con la consuocera, Rosa Giraudo, da quando si separò.

Attorno a Graziella Giraudo gravitava un gruppo di preghiera quando le condizioni di salute della donna peggiorarono, guidato dalle consuocere, e di cui facevano parte anche i familiari, che credevano che la donna sarebbe risorta dopo il decesso. A processo domani compariranno Aldo e Alfio Pepino (padre e figlio, 81 e 42 anni), ed Elda Allinio (47 anni), familiari di Graziella Giraudo. Inizialmente gli accusati della morte della donna erano, oltre all’ex marito Aldo Pepino e al figlio Alfio, la figlia Dianora, il genero Valerio Allinio e sua sorella, Elda Allinio. Dopo due patteggiamenti, tre condanne, e tre assoluzioni per le persone coinvolte nella morte della santona, avvenuta all’età di 51 anni, domani gli avvocati chiederanno l’assoluzione piena per Elda Allinio, ed Aldo e Alfio Pepino.