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A Hong Kong si stringe la morsa della repressione filocinese

HONG KONG. La polizia di Hong Kong ha reso noto di aver effettuato circa 240 arresti nell’ambito delle proteste in corso contro la legge a tutela dell’inno nazionale cinese, in discussione al parlamento locale, e quella sulla sicurezza nazionale in arrivo da Pechino. L’accusa è di “sospetta partecipazione a manifestazioni non autorizzate”. La Gran parte degli ultimi arresti sono stati eseguiti a Mong Kok.

    Molti gli agenti schierati in tenuta antisommossa intorno al parlamento locale, dove oggi è previsto il dibattito in seconda lettura della legge a tutela dell’inno nazionale cinese, contestata dagli attivisti pro democrazia. L’appello alla mobilitazione ha finora visto l’adesione di alcune migliaia di persone con una risposta sotto le attese. Nel mirino la legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino, all’esame del Congresso nazionale del popolo. Gli agenti, per disperdere gli attivisti – secondo quanto si è appreso – hanno sparato cartucce urticanti.

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