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Affollamenti, code e resse, Viminale, Regioni e sindaci “Così si tornerà a chiudere”

ROMA. Il “liberi tutti” dopo la lunga quarantena da Covid-19 ha avuto le peggiori risposte in alcune località e città. E’ bastata veramente una manciata di ore affinchè lutti e precauzioni fossero dimenticati, sbeffeggiati. Ma basta veramente così poco per scordare tutto? Allarmati e allertati sono i presidenti di Regione ed i sindaci che, determinati, non escludono passi indietro e “giri di vite” nel caso se ne presenti la necessità.

Anche il Viminale avverte: non è finita, serve molta attenzione o tornerà la pandemia. Un appello che il ministro Lamorgese rivolge soprattutto ai ragazzi: “Avere restituito la libertà di uscire può aver indotto a pensare che sia tutto superato, ma così non è. E’ opportuno lanciare un messaggio ai giovani: se dovesse tornare l’epidemia sarebbe un fallimento per il Paese. Supereremo questa emergenza solo se operiamo tutti con grande senso di responsabilità”. “Siamo ancora in una fase molto pericolosa”, aggiunge il viceministro Matteo Mauri. I governatori di Lombardia e Campania ribadiscono la linea della fermezza: “Chiedo ai sindaci – afferma Attilio Fontana – rigore per punire non i gestori dei locali, ma i clienti che dimostrano poco rispetto anche nei loro confronti”. “Lo Stato ha il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza”, tuona Vincenzo De Luca. Nel complesso, comunque, eccetto i casi del capoluogo campano e di Milano, che ha esagerato con aperitivi troppo affollati, o di Bergamo, Brescia e Perugia dove gli assembramenti hanno superato il limite del buon senso e delle regole, la maggior parte delle persone si è comportata con assennatezza e le multe sono state contenute.

Norbert Ciuccariello

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