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Alla scoperta delle città d’arte italiane: Ravenna

Ravenna si può definire con certezza un tesoro sconosciuto alla maggioranza degli italiani. Adagiata a pochi chilometri dal Mar Adriatico, e sospesa tra Oriente e Occidente nel cuore della Romagna, è una città che riesce a sorprendere con discrezione e gentilezza.

Sette dei suoi otto monumenti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, custodiscono gelosamente da più di 1.500 anni un impareggiabile tesoro fatto di tessere preziose capaci di raccontare con i loro accostamenti cromatici lo splendore artistico di una città che, tra il V e il VI secolo d.C., fu uno dei principali centri del Mondo conosciuto.

Oscurata dalle più famose città d’arte italiane, come Firenze, Roma o Venezia, è in realtà un luogo straordinario capace di attirare turisti e appassionati d’arte da tutto il mondo. Pochi sanno che Ravenna è stata per tre volte, capitale di tre imperi: dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei Goti, dell’Impero di Bisanzio in Europa. E proprio per questo cela dietro l’apparente sobrietà delle facciate dei suoi palazzi una smoderata ricchezza di dettagli e storie da ascoltare.

Il ricco passato di Ravenna è testimoniato dalle basiliche e dai battisteri, dove si conserva un incredibile patrimonio di mosaici dell’umanità risalente al V e VI secolo. Pochi sanno anche che Ravenna ha otto monumenti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco e che le spoglie di Dante sono conservate qui, e non a Firenze. Si parte sempre dai mosaici. Sono loro, al netto di tutto, croce e delizia di questa città. Gli itinerari sono tanti e non sempre lineari.

Il Mausoleo di Galla Placidia

C’è chi decide di farsi rubare l’anima dalle stelle del Mausoleo di Galla Placidia o dalla magnificenza della Basilica di San Vitale; chi si perde, ruotando su se stesso, nelle cupole del Battistero degli Ortodossi o in quella degli Ariani; chi percorre, avanti e indietro, con lo sguardo i cortei dei martiri e delle vergini della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo; e ancora chi confronta la riservatezza della Cappella di Sant’Andrea alla maestosità della Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

La Basilica di San Vitale

I musei in città di certo non mancano. Si parte dall’arte contemporanea, dal MAR, che tra le sue mura ospita collezioni permanenti ma anche mostre periodiche di alto profilo. Per poi spostarsi più in là, nel cuore del centro storico, con il Museo Nazionale che ripercorre la storia di Ravenna attraverso reperti di epoca romana e bizantina, e non solo; il Museo Tamo che rappresenta un vero e proprio tour nel mondo del mosaico; il Museo Arcivescovile e le sue collezioni tra cui la famigerata cattedra di Massimiano e la Cappella di Sant’Andrea; e ancora il Museo Dantesco, il Museo del Risorgimento e gli storici musei delle Marionette e delle Bambole.

Il Museo Tamo è dedicato al mosaico

Per chi ama la natura, a pochi chilometri c’è il Delta del Po e le Valli di Comacchio, oltre alle pinete di Classe e San Vitale e l’oasi di Punte Alberete. Insomma, se anche voi eravate tra quelli che non conoscevano Ravenna, ora non avete più scuse per andarci, magari già la prossima primavera.

Piero Abrate

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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