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Alla scoperta di antichi borghi: Bettona nel cuore dell’Umbria

Tra i borghi più belli dell’Umbria non si può dimenticare Bettona, piccolo comune in provincia di Perugia, dall’etimo incerto: potrebbe rifarsi al fenicio Beth-ona che significa “casa maritale”, o più probabilmente a Vetus, “antico”, a sua volta connesso con l’etrusco Vetumna (paese degli antichi, ad indicare la sua esistenza ancor prima della venuta etrusca).

Inserito nel virtuoso circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”, con i suoi oltre 4.000 abitanti Bettona è una chicca di rara bellezza, grazie alle sue preziosità storico-culturali e grazie alla salubrità della sua aria. Il tutto conservato all’interno delle sue ammirevoli mura che in parte poggiano su quelle originarie etrusche: grosse pietre squadrate in arenaria.

Al borgo si accede al grazioso centro storico tramite la porta in legno di Santa Caterina, che catapulta subito in tempi di lotte lontane. Una volta superato l’uscio del borgo antico, ecco che davanti ai vostri occhi si apriranno una serie di intricate viuzze in cui pietre, cortili e piazzette sussurrano storie di un tempo che fu, sprigionando anche un po’ di mistero. E sono tante e interessanti le architetture civili: dal Palazzetto del Podestà, datato 1371 e oggi sede della pinacoteca Comunale a Palazzo Biancalana, costruito nel XIX secolo e in cui attualmente sono in corso dei lavori per allestire un Museo Archeologico, ancora a Palazzo Baglioni.

La Collegiata di Santa Maria Maggiore

Da non perdere è la Collegiata di Santa Maria Maggiore dall’aspetto neoclassico e che al suo interno conserva gli affreschi futuristi di Gerardo Dottori, finestre con vetrate istoriate a fuoco e l’altare maggiore ornato da un ciborio a forma di tempietto.  La Collegiata vide la luce durante i primordi cristiani e fu in seguito ampliata e riconsacrata nel 1225. Tra il 1803-1816 assunse lo stile neoclassico che è oggi visibile, rinunciando al gusto romano-gotico, che tuttavia rimane testimoniato da una cappella.

Altri luoghi di culto allettanti sono la Chiesa di San Crispolto (XIII secolo e la cui facciata è frutto dell’ingegno ottocentesco di Antonio Stefanucci, discepolo del Vanvitelli) e l’Oratorio di Sant’Andrea (sempre datato XIII secolo) che conserva un magnifico soffitto ligneo a cassettoni del XVI secolo, un altare settecentesco e un ciclo pittorico attribuito alla scuola giottesca raffigurante la Passione di Cristo (1394).

Una sala della Pinacoteca Comunale

Una visita la merita pure la Pinacoteca Comunale ospitata in parte nelle sale di Palazzo Biancalana, in parte in quelle del Palazzetto del Podestà dove sono conservate opere di caratura elevata come ad esempio la Madonna della Misericordia e il Sant’Antonio del Perugino, oltre alla pala d’altare di Jacopo Siculo, l’Adorazione dei pastori di Dono Doni e altri capolavori del Della Robbia, di Giuseppe di Ribera e di Fiorenzo di Lorenzo. Sempre in pinacoteca sono custoditi anche notevoli reperti archeologici provenienti dall’epoca etrusca e romana.

Infine, appena fuori le mura troviamo il Monastero di Sant’Antonio costruito dai frati francescani nel 1502 sulle rovine di un antico castello.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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