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Ancora violenti scontri a Barcellona dopo le condanne ai leader separatisti

BARCELLONA. Per la seconda notte consecutiva, non si placa la rabbia catalana per le condanne shock,  dai 9 a 13 anni di carcere, nei confronti di 12 leader separatisti: mentre feriti, arresti e quasi 50 voli sospesi a Barcellona hanno segnato la nuova giornata di proteste in tutta la regione spagnola. In serata, poi, decine di migliaia di persone hanno partecipato ad una veglia vicino alle sedi degli uffici del governo spagnolo nelle quattro province della Catalogna, degenerata in molti casi in violenti disordini, con molti feriti e numerosi arresti.

Continuano nella notte gli scontri tra polizia e dimostranti a Barcellona, dove secondo la Vanguardia “i Jardinets de Gracia sono diventati il punto focale” dei disordini “con gli agenti e i manifestanti che lottano per ogni palmo di terreno”. Ci sono barricate e falò. Intanto, una carica è stata lanciata contro manifestanti che si erano rifugiati negli accessi dell’ospedale Parc Taulí nella città di Sabadell. Il governo spagnolo denuncia con un comunicato diffuso in serata gli incidenti che anche questa sera sono in corso in diverse città della Catalogna, accusando “una minoranza che cerca di imporre la violenza nelle strade delle città catalane, particolarmente a Barcellona, Tarragona, Girona e Lleida. La violenza stanotte è generalizzata, in tutte le proteste”. “Non è un movimento pacifico di cittadini, ma coordinato da gruppi che con la violenza di strada mirano a spezzare la convivenza in Catalogna”, si legge.

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