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Anna Frank, ancora viva nel suo diario, avrebbe avuto 90 anni

Nasceva 90 anni fa, il 12 giugno 1929, Anneliese Marie Frank, tristemente conosciuta, da un lato, come Anna Frank, e dall’altro simbolo della speranza in anni bui di guerra e discriminazioni razziali. Ebrea di origini, visse alcuni anni della sua vita in una casa-rifugio nei Paesi Bassi, sopra gli uffici della ditta in cui lavorava il padre Otto, per sfuggire, insieme con la famiglia, ai nazisti. Qui il padre, con l’aiuto dei suoi ex colleghi, stava allestendo un nascondiglio nel retro dell’edificio della sua impresa al numero 263 di Prinsengracht. Era il 1942, e Anna, da quell’appartamento segreto, condiviso ben due anni con un’altra famiglia, i Van Daan, e in cui si doveva fare meno rumore possibile per non destare sospetti ed essere arrestati, iniziò a scrivere il diario più noto della storia, “Il diario di Anna Frank”. Le sensazioni, le emozioni, l’amore, lo sguardo attento sul resto del mondo, quel poco che poteva percepire segregata in casa una ragazza di 13 anni, sono raccolti nelle pagine di Anna, che avrebbe voluto diventare una scrittrice. Il diario era stato, infatti, un regalo per il suo tredicesimo compleanno.

Manoscritti originali di Anna Frank
Manoscritti originali di Anna Frank

Fondamentale nella sopravvivenza dei Frank in quegli anni fu Miep Gies, una donna olandese che nascose la famiglia e le altre quattro persone, proteggendole dalle persecuzioni naziste. Gies scoprì anche il diario, dopo l’arresto e la deportazione degli inquilini dell’alloggio. La sua idea era quella di farlo ritrovare ad Anna al suo ritorno, che, come è noto, non ci fu, in quanto la giovane morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Consegnatolo all’unico superstite della famiglia, Otto Frank, nel 1947 il manoscritto fu pubblicato, e poi conosciuto in tutto il mondo. La preziosità di questa testimonianza riguarda la dettagliata descrizione delle vicende degli ospiti della casa, costretti a convivere in pochi metri quadrati, passando attraverso litigi, malumori, paure, ma anche scherzi e confidenze.

La casa in cui visse Anna Frank

La Casa di Anna Frank (Anne Frank Huis) è diventata un museo, aperto nel 1960, una casa-museo che si trova ad Amsterdam, in quella che fu in parte l’abitazione dove si nascose con la famiglia fino al 1944, durante l’occupazione nazista nei Paesi Bassi. Nel museo sono mostrati audiovisivi, mentre nella stanza di Anna si trovano appese alle parete le fotografie di attrici famose collezionate dalla ragazza.

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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