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Aosta, attivato il primo percorso diagnostico-terapeutico in Italia dedicato alle donne con dolore in allattamento

Gli anestesisti-rianimatori dell'ospedale Beauregard individuano e applicano, primi al mondo, una terapia specifica per la mastite. La tecnica antalgica è stata pubblicata da una prestigiosa rivista scientifica internazionale.

La struttura di Anestesia dell’Ospedale Beauregard di Aosta è il primo centro al mondo ad aver ideato ed applicato una terapia specifica di anestesia loco-regionale per la riduzione del dolore e dell’infiammazione da mastite.

La mastite è una infiammazione del seno dovuta a diverse cause ed interessa una elevata percentuale (stimata tra il 9% e il 20%) di donne in allattamento. La mastite, che provoca dolore forte e persistente e difficoltà nell’allattamento, è anche tra i fattori responsabili dello sviluppo di depressione post partum e viene generalmente trattata con farmaci antibiotici e antinfiammatori.

La nostra struttura, accreditata ormai da dieci anni dall’UNICEF come Ospedale Amico del Bambino, ha tradizionalmente un occhio di riguardo per le problematiche dell’allattamento – spiegano Enrica Delfino e Roberta Netto, medici anestesisti-rianimatori – che nella nostra Regione hanno quindi scarsa incidenza (merito del capillare lavoro dei consultori territoriali). Quando abbiamo preso in carico una paziente che presentava tutti i sintomi di una grave mastite, e che riferiva dolore intenso in modo ormai indipendente dall’allattamento, abbiamo deciso che era giunto il momento di applicare la tecnica a cui da tempo stavamo lavorando in collaborazione con la dottoressa Lorella Faraoni del Centro AntiVeleni di Bergamo”.

Ospedale Beauregard di Aosta

La paziente, una donna trentenne al primo figlio, 26 giorni dopo il parto presentava da 15 giorni una mastite bilaterale con profonde lesioni ad entrambi i seni e riferiva dolore forte e persistente, irradiato anche alla schiena. La terapia antibiotica e antidolorifica e quella non-farmacologica fino a quel momento somministrate non avevano avuto esito soddisfacente.

I medici della struttura di Anestesia e Rianimazione, in collaborazione con i Ginecologi e con il personale ostetrico, hanno applicato al seno della paziente degli speciali accessi (cateteri), mediante i quali hanno somministrato un farmaco per l’anestesia loco-regionale.

È la prima volta al mondo che si utilizza questa terapia – aggiungono le dottoresse Enrica Delfino e Roberta Netto – e il risultato è stato molto rapido. L’ipotesi su cui ci siamo basate è, ed è questa la novità del nostro approccio, che la causa del dolore sia il danno che l’infiammazione provoca alle strutture nervose della mammella. Grazie all’anestetico locale, abbiamo ottenuto la progressiva mitigazione del dolore e la riduzione dello stato infiammatorio: in sole quaranta ore la paziente ha potuto riprendere ad attaccare senza dolore il bimbo al seno”.

allattamento

Il successo ottenuto ha spinto i medici e il personale ostetrico ospedaliero e territoriale a lavorare insieme per inaugurare il primo percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale specifico in Italia dedicato alle donne che sperimentino dolore in allattamento, che coinvolge una squadra formata da ginecologi, ostetriche, pediatri, anestesisti, chirurghi toracici, infettivologi, laboratoristi, tutti impegnati a proteggere, sulla base delle migliori evidenze scientifiche, questo delicato e fondamentale processo con tutto ciò che questo comporta, in termini di salute per il bambino e per la madre.

La descrizione del caso clinico, firmata dai medici anestesisti-rianimatori del DERA dell’Usl della Valle d’Aosta – diretta dal Dr Luca Montagnani – Enrica Delfino, Roberta Netto, Alessandra Cena, Daniela Gogna e Luca Montagnani (et al.), è stata pubblicata in dettaglio su “Regional Anesthesia & Pain Medicine”, prestigiosa rivista scientifica internazionale, con il titolo: “Novel use of a continuous PECS II block for mastis pain treatment”, (Delfino E., et al. Reg Anesth Pain Med 2020).

L’interesse della comunità scientifica internazionale è evidenziato non solo dall’accettazione dell’articolo sulla prestigiosa rivista, ma anche dal numero di consultazioni che ha superato i 1500 download, soprattutto negli Stati Uniti.

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