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Aumento pensioni di invalidità 2020: nessuna novità all’orizzonte

La Confsal difende gli invalidi totali e sollecita il presidente Inps Tridico: "Ogni ritardo influisce negativamente sulla credibilità dell’istituto previdenziale."

Nessuna buona nuova sul fronte aumento delle pensioni di invalidità. A denunciarlo il sito Pensionipertutti.it che attraverso un approfondito articolo ricorda come gli invalidi civili totali siano ancora in attesa di ricevere l’aumento della propria pensione, incremento previsto peraltro dalla sentenza 152/2020 della Corte Costituzionale, dallo scorso 20 luglio.

A tutela degli invalidi è scesa in campo la Confsal, che attraverso il segretario generale Angelo Raffaele Margiotta, ha deciso di scrivere al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, per sollecitare l’attuazione della circolare che dovrebbe contenere specifiche su tempi e modi di erogazione dell’aumento. “Non è più possibile – si legge nella lettera del sindacato – , arrivati a questo punto, attendere oltre. Ogni ulteriore ritardo influisce negativamente sulla credibilità stessa dell’INPS e sul rapporto di fiducia che deve intercorrere tra Stato e cittadini.”

Pasquale Tridico, presidente dell’Inps

Pensioni invalidità 2020: il contenuto integrale della missiva inoltrata dalla Confsal il 18 settembre 2020

Al Presidente Inps, Prof. Pasquale Tridico. Con la Sentenza n. 152/2020 pubblicata in data 20 luglio 2020 dalla Corte Costituzionale i giudici si sono pronunciati sull’incostituzionalità dell’art 38 della legge 448/2001. La Corte ha stabilito che agli invalidi civili totali, con gravissima disabilità e privi delle residue capacità lavorative, deve essere garantito l’incremento, dagli attuali 286,81 euro mensili a euro 651,51, così come previsto ex-lege 448 del 2011, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età. Il Decreto Agosto, pubblicato ormai in Gazzetta ufficiale il 15 agosto, ha confermato il diritto alla maggiorazione sociale per gli invalidi civili totali, i ciechi assoluti e i sordomuti a partire dai 18 anni senza dover aspettare i 60 anni.

La Confsal evidenziando la giusta e condivisa pronuncia della Consulta, con riferimento al fatto che sia irragionevole il requisito anagrafico stabilito dalla legge, giacché non è logico rimandare il cosiddetto incremento dal momento che le minorazioni psico-fisiche non dipendono dall’invecchiamento, ma derivano a monte da una condizione patologica intrinseca, sollecita urgentemente l’emanazione della circolare attuativa INPS che provveda a definire con celerità i tempi e le modalità di erogazione dell’aumento previsto dal provvedimento sopra citato.

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Manifestazione Confsal (Facebook)

Ogni ulteriore ritardo influisce negativamente sulla credibilità stessa dell’INPS e sul rapporto di fiducia che deve intercorrere tra Stato e cittadini, i quali manifestano seri dubbi e diffidenza sulla veridicità e sull’erogazione dell’aumento stesso. La Confsal nell’esperimere vicinanza alle persone che rientrano tra le categorie con disagio, avendo già incontrato nel corso della loro vita molte difficoltà sociali ed economiche, confida in una celere e risolutiva azione da parte dell’Istituto Previdenziale“.

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