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Be Children, aiuto ai bimbi del mondo a diventare adulti migliori

Intervista a Edi Righi, presidente della innovativa onlus che si è data l’obiettivo di fornire ai minori gli strumenti con cui costruirsi e maturare la propria indipendenza

TORINO. I bambini sono il futuro, ma anche la parte più fragile della società; infatti contro di loro si consumano sfruttamento e violenza in ogni angolo del mondo. Ad avere ben chiaro questo concetto sono persone appartenenti a diversi mondi, tra le quali anche esponenti dell’imprenditoria italiana.

Un esempio in questo senso viene da Edi Righi, 67 anni, nativo di Poviglio (Re), che ha fondato l’innovativa onlus “Be Children” che si è data l’obiettivo di insegnare ai bambini a diventare adulti, fornendo loro i mezzi e gli strumenti con cui costruirsi e maturare la propria indipendenza.

Edi Righi, che da poco ha lasciato il suo impegno imprenditoriale nel settore agroalimentare, turistico ambientale escursionistico e naturalistico, dedica tutto il tempo a questo progetto, che illustra per i nostri lettori, spiegano prima di tutto le ragioni della sua decisione di diventare un benefattore.

“Le mie sono origini rurali, la mia è una famiglia di contadini e operosi coltivatori. Nella vita ho unito la vocazione al mercato del turismo con l’esperienza maturata nella gestione di aziende agricole e agrituristiche: un connubio in cui ho potuto convogliare ed esprimere tutta la professionalità e il background acquisiti lungo il sentiero dell’esistenza. L’aver orientato con la maturità i miei viaggi intorno al mondo fa parte del processo di formazione culturale e della visione interiore del mondo che una persona si costruisce attraverso il know-how experience che deriva dal percorso imprenditoriale”.

Come è nata e quali sono le radici di “Be Children Onlus”?

“La maggior parte delle attività in capo a tale organizzazione non lucrativa di scopo sociale sono legate ad ambienti cattolici, con una accentuata visione terzomondista. Prima di essa è stato il tempo di “Digital Broker For Children”, che della suddetta Onlus è stata il fortunato progenitore, nata in seguito all’omonima e stimata azienda torinese che è storicamente stata il primo broker telefonico italiano: compagnia, così come l’ente benefico a essa correlata fondata fra gli altri anche dal sottoscritto e dall’Ingegner Cristiano Bilucaglia, con cui ho un solido rapporto di amicizia che prosegue dal 2005 proprio ed è fondato su un comune tessuto fatto di valori umani e professionale, che fa dell’economia della condivisione il principale motore”.

Sono soprattutto i Paesi meno sviluppati i beneficiari dei vostri atti di mecenatismo…

“Be Children nasce nel 2014 assieme a “uBroker srl”, la start-up milionaria torinese che, prima nel mondo, ha ideato un collaudato sistema di fidelity program capace di azzerare le bollette di luce e gas, Canone Rai e accise incluse. Siamo attivi su più fronti: in Asia, Africa e America Latina”.

Quali sono le esperienze più significative?

La nostra mission riguarda in primis interventi di incremento di benessere e miglior condizioni a favore dei bambini che vivono in stato di sofferenza economica e sociale. E tutto questo concentrando l’azione su temi molto precisi. Cambogia, per noi, ha significato bimbe sottratte alla prostituzione, piaga terribile e dilagante in quelle zone difficili. In Congo abbiamo costruito una scuola per l’infanzia primaria alla periferia di Goma, una città incredibile perché possiede ricchi giacimenti e riserve naturali di coltan, materia prima fondamentale nella realizzazione di microchip e cellulari, con un altissimo potere di conduzione elettrica”.

In Tanzania, cosa ha fatto la Vostra onlus?

“Qui le scuole hanno un costo elevato, più o meno 100 dollari all’anno a bambino (che da noi sembrano pochi, ma in quel territorio è una cifra importante). Alle famiglie che si sono impegnate concretamente a mandare a scuola i propri figli, abbiamo provveduto a regalare una capra gravida per ogni bambino, contando sulla capacità vivace di riproduzione di questi mammiferi e del latte da essi derivato a fini alimentari e commerciali. Cosi abbiamo generato in loco una microeconomia funzionale e rodata tale da coprire le spese sostenute dai genitori per far frequentare la scuola ai propri figli”.

Idee innovative, frutto di un equilibrio sapiente di semplicità, immediatezza e innovazione.

“Sono state queste le premesse che, dopo quattro anni di intensa, silente, operosa attività, nel 2018 ci hanno consentito di avviare le procedure di legge per il riconoscimento ufficiale della nostra ONLUS, traguardo tagliato nei mesi scorsi. Per festeggiare questo passo importante ci siamo regalati altri due progetti”.

Quali sono, Presidente Righi?

“Il primo, intitolato “Una storia di cuore a Leh”, riguarda la capitale del distretto indiano del Ladakh. Una città che, per Il fatto di trovarsi a 3.500 metri di altitudine, ha una popolazione affetta in numero significativo da cardiopatie, minori in gran numero inclusi. C’è un solo ospedale militare, che per lo più rifiuta i civili se non in gravissimi casi. Grazie al nostro contributo, è stato possibile avviare un iter di ampliamento del nascente ospedale civile insieme alla “Ladakh Heart Foundation”. Poi siamo diventati attivi anche in Colombia, un paese dilaniato da continui conflitti interni. Qui abbiamo appena portato a compimento l’iniziativa “Giochiamo, ma non alle guerra”, che coinvolge un gruppo affiatato di 100 bambini leaders nelle scuole deputati a formare i loro coetanei e a disinnescare in loro la cultura della contrapposizione e del conflitto. Così puntiamo a creare gli adulti del domani, diversi da quelli di oggi”.

Quali i suoi compagni di viaggio, in questa preziosa avventura targata ‘Be Children Onlus’?

“Primo di tutti fu l’amico e socio Fabio Spallanzani, tenace emiliano come me, uomo dotato di un’invidiabile capacità di sintesi e gestione della quotidianità, a presentarmi Cristiano Bilucaglia: intelligenza intuitiva allo stato puro, molto forte, con una forte capacità a precorrere le situazioni che gli stanno attorno, e di come esse possano evolvere. A mio avviso formano un duo che si completa molto bene. Ci unisce l’amore per il prossimo, e l’innata passione per il tennis, nei rarissimi momenti liberi”.

Però per dare gambe ai progetti servono anche risorse economiche. Da dove arrivano?

“Grazie alla sensibilità del Cda di “uBroker Sr”’, possiamo contare su stanziamenti di parte degli utili aziendali. L’azzeramento delle bollette di luce e gas, oltre a fare felici gli italiani, regala sorrisi e concrete speranze anche al di là del mondo. Ogni progetto di “Be Children” è tarato su economie di scala sostenibili, dove con poco a tanti è possibile fare moltissimo, agendo con successo su più versanti solidali contemporaneamente e su piani di scopo differenti”

Presidente Righi, che cosa bolle nella vostra “pentola” per il futuro?

Il Madagascar è la meta del progetto “Facciamo scuole e cura”, ed è impostato con un’associazione benefica reggiana che si chiama “AMGA – Amici di Don Ganapini”, un missionario impegnato da anni nell’edificazione di fabbricati a uso scolastico in due quartieri della capitale Antananarivo. Poiché il fine è quello di “fare dei problemi un’opportunità”, forniremo i materiali necessari al completamento delle costruzioni, lasciando le opere di muratura nelle mani dei genitori dei bimbi che lì andranno a studiare. E vivere così l’esperienza umanamente edificante di una scuola convissuta e sudata. Vista non come un dono calato dall’alto, bensì come il frutto di un operato condiviso a più cuori e a più mani. Oltre all’istruzione, pensiamo anche alla salute dei malgasci e interverremo sul miglioramento di un ospedale, per il quale abbiamo già stanziato i budgets necessari a garantire le forniture di gasolio per l’alimentazione dei gruppi elettrogeni necessari per la corrente elettrica, e la dotazione di vaccini e medicini basiche primarie per la cura delle patologie più frequenti del territorio e di cui c’è sempre bisogno. Porteremo a compimento ambedue le attività entro un biennio, e il resto lo mettiamo nelle mani della Divina Provvidenza che, come dice San Giuseppe Benedetto Cottolengo, “fa sempre bene tutte le cose”.

Pur facendo questa citazione del santo torinese, Edi Righi ha una visione laicistica della vita, apprezza chiunque faccia del bene e fa qualcosa di buono per gli altri. Chi lo desidera, può sostenere “Be Children Onlus” destinando il proprio 5×1000. Tutte le informazioni sul sito www.bechildren.org. Un piccolo gesto, un grande aiuto.

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