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Benetton batte cassa e la revoca della concessione autostrate è lontana

ROMA. Si è molto parlato di revoche ai Benetton per l’appalto della gestione della rete autostradale giudicata “non efficente” visti anche gli ultimi recenti guai, per non parlare del disastro del ponte di Genova. Ma dalla mancata revoca della concessione siamo arrivati a che Benetton chieda al governo uno stanziamento poderoso di fondi, non solo Atlantia ha dato mandato all’ufficio legale affinchè venga tutelata l’immagine dell’azienda. In tutta la questione il governo ha adottato una specie di “rigor mortis” che non è andato oltre qualche proclama sempre meno urlato ma anzi…

“Cane che abbaia non morde, il M5s ha parlato molto ma non ha fatto nulla. Le concessioni per la rete autostradale come sono configurate oggi sono una truffa ai danni del popolo italiano, penso che vadano revocate, che le infrastrutture vadano rimesse a gara con regole decenti e i Benetton se vogliono partecipano alla gara nuova”. Lo ha detto la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervistata al Tg2, parlando del nodo autostrade. “Al Governo chiediamo di interrompere questa escalation di annunci e ultimatum: si proceda a fare quello che va fatto”. Lo chiede il direttore generale dell’Aiscat, Massimo Schintu sul caso Aspi. “Abbiamo fatto un dialogo con la ministra De Micheli, ma qui mi pare che ognuno si alzi e dica la sua, che non ci sia una linea di Governo”, osserva Schintu, sottolineando che da parte delle concessionarie “non si tratta di ricatti, ma di una presa d’atto da parte di tutto il sistema”. “Tutto il settore è affidato a norme che stanno sgretolando il sistema. E gli atteggiamenti e le dichiarazioni, come dire ‘levo le concessioni a tutti’, fanno sì che la capacità debitoria si sia contratta. Questo è un problema non solo per Aspi ma anche per tutte le concessionarie pubbliche e private”. Schintu lancia l’allarme dopo la polemica su Aspi. “Sembra che ci un disegno ma non ne abbiamo prove, di impedire le attività delle concessioni: se c’è, che venga esplicitato”, dice Schintu, che sottolinea: “Se neanche Aspi ce la fa ad andare avanti, come è possibile che tutto il settore resista?”.

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