DAL MONDO

Brando: “Michael Jackson aveva qualcosa a che fare con i ragazzini”

WASHINGTON. Sono dichiarazioni forti quelle di Marlon Brando su Micheal Jackson, due dei più importanti artisti della scena musicale mondiale. Secondo “The Voice”, il Re del pop, che ieri avrebbe compiuto 61 anni, era un pedofilo.  Una inedita testimonianza giurata rilasciata nel 1994 da Marlon Brando sembra confermare che Michael Jackson fosse un pedofilo. Lo rivela il Los Angeles Times, scrivendo che il documento verrà rivelato nell’episodio finale di un podcast realizzato da Brandon Ogbor, ‘Telephone Stories: The Trials of Michael Jackson’, in programma da domenica sul sito Luminary. Nella testimonianza l’attore rivela dettagli di una cena avuta con la popstar nella sua lussuosa magione a Neverland Ranch, confessando agli inquirenti che all’inizio aveva pensato che Jackson fosse gay ma che in seguito era “molto ragionevole concludere che poteva aver avuto qualcosa a che fare con quei ragazzini”.  

Ogbor ha verificato l’autenticità della deposizione con Lauren Weis, uno dei due procuratori che indagarono sul cantante. Michael Jackson era già famoso prima di divenire il “King of the pop”, visto che prima della carriera da solista si esibiva già da anni con i “Jackson 5”, ovvero lui e i suoi quattro fratelli. Ma fu il 1982 l’anno che lo scagliò nell’olimpo della musica grazie all’album “Thriller”, che a tutt’oggi è il più venduto di sempre nella storia con ben 110 milioni di copie in tutto il mondo. Nel 2009, quando morì, era pronto a tornare sulle scene, visto che di lì a poco si sarebbe dovuto esibire per “This is it”, quella che lo stesso Jackson aveva definito l’ultima sua esibizione dal vivo prima del ritiro definitivo. Una volta annunciate le date, vennero venduti un milione di biglietti nel giro di poche ore, e MJ fu costretto ad aumentare il numero di tappe, passando dalle 10 previste a ben 50, tutte ovviamente sold out. Forse la paura di esibirsi dopo anni in cui non saliva più sul palco, o forse una mente notoriamente un po’ troppo fragile, hanno spinto Michael a farla finita a sole tre settimane dall’inizio dei concerti. 

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