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Brescello: cade la statua di Peppone il sindaco rosso

Brescello. «Con l’anno vecchio si buttano via cose che non servono più.  Forse significa che con il 2018 se ne va pure il c aro vecchio comunismo alla Peppone». Nella cittadina ha suscitato inevitabili battute il cedimento improvviso della statua di Peppone, installata dal 2001 davanti al municipio, così come dalla parte opposta della piazza si trova don Camillo. Ma mentre la raffigurazione del parroco è ben salda al terreno, quella di Peppone la mattina dell’ultimo dell’anno è rovinata al suolo, quando un turista si è appoggiato per scattare una foto ricordo”.

E’ successo tutto in un istante – ha raccontato l’assessore comunale Gemma– non ci sono stati danni a persone per fortuna Non risultava che la statua fosse a rischio caduta. In passato non ha mai neppure traballato. Deve aver ceduto per problemi al basamento. Quel Peppone è lì da anni: alcuni si appoggiano per fare foto, ma abbiamo visto gente saltarci letteralmente sopra. E alla fine non ha retto…». 

Sul posto, al momento della caduta, c’erano dei turisti, dispiaciuti per l’accaduto. Una volta rialzata la statua, attorno sono state installate transenne per evitare che qualcuno potesse farla ricadere. 

«Sono rimasto in piazza a presidiare Peppone – aggiunge l’assessore Gemma – in quanto non volevamo che qualcuno col rischio, appoggiandosi potesse nuovamente farla cadere». 

Elena Benassi, sindaco di Brescello,  tenendo in modo particolare all’ aspetto turistico che il paese rappresenta, ha subito ordinato il trasferimento della statua in un luogo sicuro, in attesa di rimetterla in piazza. «Con un autocarro abbiamo recuperato Peppone – dice ancora Gemma – per trasferirlo in un magazzino. Il ripristino deve essere immediato. Già in questi giorni sarà studiato il sistema migliore per ancorare la statua al terreno. In brevissimo tempo la situazione tornerà quella di prima». E’ stata controllata pure la statua di don Camillo, che invece sembra essere ben salda a terra.

Giuseppe Muri

Giornalista pubblicista dagli Anni Ottanta, si occupa di cronaca e di costume. Ha lavorato per un lungo periodo nelle redazioni di testate locali piemontesi. Appassionato di storia, ha svolto alcune inchieste legate a fatti importanti che hanno caratterizzato il Novecento italiano.

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