• 7 Febbraio 2026
  • DAL MONDO

Brexit, altro giro di valzer e ritorno alle urne il 12 dicembre

LONDRA. Dopo la nuova proroga di tre mesi concessa da Bruxelles sull’uscita di Londra dall’Unione Europea, le elezioni anticipate invocate come ultima spiaggia dal governo Tory di Boris Johnson, per sbloccare lo stallo sulla Brexit, hanno ricevuto oggi il via libera anche delle opposizioni, incluso il Labour di Jeremy Corbyn. Si andrà alle urne il 12 dicembre, secondo la modifica legislativa ordinaria messa ai voti ai Comuni e approvata in serata con 438 sì e 20 no. Legge cui sarebbe bastata una maggioranza semplice, ma passata in ultimo a valanga grazie alla fine dell’ostruzionismo dei vari partiti d’opposizione, entrati ormai in competizione fra loro, oltre che con i conservatori: dapprima con lo spiraglio aperto nel week end a sorpresa dagli indipendentisti e dai liberaldemocratici, i due partiti pro Remain più radicali; poi col sì del governo ombra laburista, bellicoso quanto sofferto.

Sarà un voto prima di Natale, a patto che lo stallo non si riproduca anche nelle urne, a decidere della Brexit e del futuro del Regno Unito nei prossimi anni. Le elezioni anticipate invocate a gran voce dal governo Tory di Boris Johnson, dopo l’ultimo rinvio a Westminster dell’accordo di divorzio raggiunto a Bruxelles – e la nuova proroga di tre mesi dell’uscita dall’Ue obtorto collo incassata dai 27, oltre la scadenza del 31 ottobre a dispetto di tante promesse – hanno finalmente ricevuto il via libera anche delle opposizioni. Incluso il Labour di Jeremy Corbyn. E sul labour, la sinistra di Corbyn ci sarebbe molto o molto poco da dire. Chi pensava che avrebbe potuto avere un ruolo ed incarnare un’alternativa ai Tory è rimasto profondamente deluso, attendisti, opportunisti e inefficaci anche quando il momento sarebbe stato propizio per loro. In una parola: non pervenuti.

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