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Cassius Clay in cento scatti tra pugni e vita privata

NAPOLI. Conosciuto come Cassius Clay, Muhammad Alì, nome assunto dopo la conversione alla religione islamica, è stato tra i più grandi pugili di tutti i tempi, nato nel 1942 negli Stati Uniti, e morto nel 2016. A rendergli omaggio è una mostra, visitabile da oggi fino al 16 giugno prossimo presso il Palazzo delle Arti a Napoli. In esposizione le fotografie che celebrano le imprese più famose, come gli incontri con Sonny Liston, George Foreman, e Leon Spinks che gli fecero conquistare tre titoli pesi massimi, ai match dell’epica sfida contro Joe Frazier, ricordata nel film “Quando eravamo re”.

Le 100 immagini in mostra che lo ritraggono nella vita personale, e non solo in quella sportiva, provengono dai più grandi archivi fotografici internazionali, quali il New York Post Archive, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection. Si tratta di un grande riconoscimento a questo campione che a 12 anni iniziò a trionfare nelle categorie dilettantistiche, conquistando l’oro olimpico a Roma nel 1960, ma gettando la medaglia nel fiume Ohio in un’epoca di forti tensioni razziali.

Tra ritiri e ritorni sul ring, Alì s’impegnò nelle lotte condotte da Martin Luther King e Malcom X, attivisti per i diritti umani degli afroamericani. Ammalatosi di Parkinson, il pugile, che continuò a lottare per l’uguaglianza e la pace, commosse il mondo quando nel 1996 accese la fiamma olimpica ad Atlanta.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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