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Cerveteri: il mito di Enea e le necropoli Patrimonio Unesco

CERVETERI. Testimone della nascita di Roma, l’antica Caere si estendeva su un vasto pianoro tufaceo di ben 150 ettari. Gli archeologi testimoniano di edifici di proporzioni grandiose, con ricche decorazioni, ritrovamenti di ceramiche, oggetti di metallo, avorio, oreficerie, anche d’importazione orientale.

Attualmente il centro storico medievale di Cerveteri, in provincia di Roma, occupa solo una ristretta parte del pianori dei Vignali, su cui sorgeva la Caere etrusca. Il borgo si trova sul ciglio occidentale della rupe, innalzata dalla costruzione delle abitazioni, in cui vivevano i sudditi. La necessità di difendersi dagli attacchi dei Saraceni e dai nemici, portò alla costruzione di una roccaforte, che aveva il suo centro nel castello. Questa rocca ristrutturata ospita oggi un museo etrusco, in cui si possono ammirare preziosi reperti.

Numerose sono le chiese visitabili attorno a Cerveteri e nelle sue frazioni, all’interno delle quali emergono opere di particolare pregio, altari in marmo policromo, statue lignee, e affreschi, ma anche i boschi e le spiagge non sono da perdere. Questo borgo poi sorprende per la storia che lo circonda e che rimanda a Virgilio, il quale narra di Enea che riceve le armi sacre dalla madre Venere, sotto le mura meridionali di Caere.

Necropoli Banditaccia

In particolare, però, sono le necropoli a caratterizzare questo territorio, con un’estensione di 450 ettari, che le annovera a livello mondiale, seconde solo alle quelle egiziane. Tra le più vaste si annovera la Banditaccia, entrata a far parte dell’Unesco nel 2004 con la seguente motivazione: “Le Necropoli di Cerveteri e Tarquinia rappresentano un capolavoro del genio creativo dell’uomo: i dipinti murali presenti su vasta scala a Tarquinia, sono eccezionali sia per qualità formali che per il contenuto delle raffigurazioni che rivelano aspetti della vita quotidiana, della morte e delle credenze religiose degli antichi Etruschi. Il contesto funerario di Cerveteri riflette gli stessi schemi urbanistici e architettonici della città antica. Le due Necropoli costituiscono una testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, l’unico tipo di civiltà urbana dell’Italia pre-romana. Inoltre, la rappresentazione della vita quotidiana nelle tombe affrescate, molte delle quali riproducono nello schema architettonico la tipologia delle case etrusche, è una testimonianza unica di questa cultura scomparsa. Molte delle tombe di Tarquinia e di Cerveteri rappresentano tipologie di costruzione che non esistono più in nessuna altra forma. Le Necropoli, repliche degli schemi urbanistici della città etrusca, sono tra le più antiche nella Regione”.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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