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Chiedimi quanto sono felice: gli italiani fiduciosi del futuro

Un’indagine Istat da poco pubblicata rivela che nei primi mesi del 2018 la soddisfazione dei cittadini italiani per le condizioni di vita è ripresa a crescere, anche se di poco, dopo la stasi del 2017. Pare che la stima della quota di persone di 14 anni e oltre che esprime un’elevata soddisfazione per la propria vita nel complesso sia passata dal 39,6% al 41,4%. Soldi, lavoro, relazioni, salute, tempo libero i temi toccati.

Secondo l’Istat il livello medio di felicità degli italiani si aggira attorno al 6,9 (su una scala da zero a dieci) nel 2017: le donne risultano meno contente degli uomini del proprio tempo libero per il notevole carico di lavoro familiare. Elena Pulcini, docente di Filosofia Sociale all’Università di Firenze ritiene che si debba cercare la passione per la felicità, e non per il benessere materiale, e che sia necessario distinguere tra felicità e benessere, in quanto per gli italiani oggi la felicità è rivolta a possedere cose.

Riguardo la situazione economica, invece, aumentano le persone soddisfatte della propria, raggiungendo il 53% nel 2018 dal 50,5% del 2017. In ambito lavorativo il 76,7% degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, come accadeva nel 2017, e le donne sono più felici rispetto agli uomini in questo settore. Le famiglie sembrano più serene dal punto di vista economico nel 2018, con un miglioramento del proprio tenore di vita dal 7,4% all’8,1%, ritenendo adeguate le risorse a disposizione per un 59% nel 2018 (57,3% del 2017).

Le relazioni familiari confermano, inoltre, i più alti livelli di apprezzamento (90,1%). Elevata e in leggero aumento la quota di individui molto o abbastanza soddisfatti per le relazioni amicali (dall’81,7% del 2017 all’82,5%). Rimane stabile e su livelli alti anche la soddisfazione per il proprio stato di salute (80,7% delle persone di 14 anni e più), e per il tempo libero (66,2%).


Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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