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Cinquanta candeline accese per “Space Oddity” di David Bowie

ROMA. La Capitale festeggia i 50 anni dalla pubblicazione del brano “Space Oddity” di David Bowie, con la mostra “Far above the moon”, dal 4 al 21 giugno, presso la Galleria SpazioCima. In esposizione sarà messa la collettiva omaggio al Duca Bianco e al suo rapporto con lo spazio, attraverso una trentina di opere e installazioni, per ricordare il rapporto dell’artista con l’infinito, approfondito in diverse occasioni. “Sebbene sia lontano più di centomila miglia, mi sento molto tranquillo e penso che la mia astronave sappia dove andare. Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa”. Queste parole sono tratte dal capolavoro Space Oddity, pubblicato nel luglio del 1969, in cui Bowie cantava di un astronauta, spaesato ma sereno, che stava avvicinandosi alla luna.

david bowie, space oddity

Il brano prese piede sull’onda dei fatti dell’epoca, quali lo sbarco del primo uomo sulla luna, e l’uscita del film “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick. Organizzata da Roberta Cima, la collettiva romana ospita anche le opere, in omaggio a Bowie, di artisti come Eugenio Rattà, Nino Attinà, Chiara Montenero, Cristina Taverna, Cristina Davoli, Valerio Prugnola, Paola Lomuscio, Marco Giacobbe, Mokodu Fall, Giovanni Sechi, Barbara Lo Faro, Adriana Farina, Valentina Lo Faro, Antonella Torquati, Rosalba Ruggero, Gabriella Annik, Tuono Pettinato, Daniela Durisotto.

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