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Clima: Manifesto di Assisi, per un’economia a misura d’uomo

Oggi al via la presentazione del ‘Manifesto per un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica’ al Sacro Convento di Assisi ha rappresentanto un’occasione speciale per aprire il dibattito sui temi legati ai cambiamenti climatici e fare delle proposte serie che possano portare alla messa in atto politiche lungimiranti per azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Un processo che per cominciare deve necessariamente coinvolgere tre componenti fondamentali: la politica, l’economia e la cultura.

L’evento è stato promosso dalla fondazione Symbola e dal Sacro convento di Assisi, con Confindustria, Enel, Novamont e Coldiretti. Proprio quest’ultima ha evidenziato come la presentazione del manifesto giunga in un momento molto particolare per l’Italia, ovvero negli ultimi 5 anni si è registrato un aumento record, pari al +156%, di eventi metereologici estremi come ad esempio tornado, tempeste di pioggia, grandine, ondate di gelo e di calore. Come se non bastasse il dato è peggiore rispetto ad altri importanti paesi europei come Spagna, Francia e Germania.

Italia: nel 2019 in media 4 eventi meteo estremi al giorno

Per giungere a tali conclusioni Coldiretti si è avvalsa del banco dati europeo sugli eventi estremi ESWD, che lungo tutta la Penisola ha registrato mediamente più di 4 eventi meteo estremi al giorno. Fenomeni che hanno provocato pesanti conseguenze sull’economia, sul lavoro e sull’ambiente nel 2019, che è stato in Italia il quarto anno più caldo dal 1800 con una temperatura superiore addirittura di 0,96 gradi rispetto alla media di riferimento dopo i record di 2014, 2015 e 2018 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr.

Le conseguenze del surriscaldamento nella Penisola

La marcata tendenza al surriscaldamento terrestre si manifesta anche con la più elevata frequenza di fenomeni estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. Fenomeni che finiscono per abbattersi su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 7275 i comuni complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale) che mette di fatto in pericolo la vita ed il lavoro di 7 milioni gli italiani che vivono in queste aree.

Ettore Pradini (presidente Coldiretti): l’agricoltura italiana la più green d’Europa

L’agricoltura italiana che si estende su circa la metà della superficie nazionale è il settore che più subisce gli effetti del cambiamento climatico ma anche quello più impegnato a contrastarli” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, tra i cinque promotori del manifesto di Assisi per rispondere concretamente all’invito del premier Giuseppe Conte ad avere come alleata la Coldiretti per un New Green Deal che favorisca la transizione ecologica, la cura dell’ambiente e la protezione delle biodiversità.

manifesto assisi
Oggi nel Sacro Convento di Assisi
il primo appuntamento dei firmatari del Manifesto di Assisi (Twitter)

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa come dimostrano i tesori agroalimentari protagonisti ad Assisi nella vetrina allestita dalla Coldiretti – aggiunge Pradini – dove sono state raccolte le specialità salvate dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni di contadini. Un impegno quotidiano sul territorio che ne alimenta il successo in tutto il mondo grazie al record europeo di 299 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario, 524 vini Doc/Docg e Igt, la leadership Ue con 79mila operatori del biologico, il maggior numero di giovani agricoltori under 35 (oltre 56mila), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici irregolare.

L’Italia leader di sostenibilità ambientale: 4° produttore mondiale di biogas

Tra i dati più importanti in merito al discorso sostenibilità emerge che nel nostro Paese l’agricoltura produce solamente il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 milioni di tonnellate della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. L’Italia è inoltre il quarto produttore mondiale di biogas con oltre duemila impianti di cui ben il 77% con residui di origine agricola, per un totale di oltre 1.440MW elettrici installati.

Carlo Saccomando

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