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Coronavirus, in Lombardia scatta l’obbligo di coprire naso e bocca durante le uscite

La Lombardia non alcuna ha intenzione si mollare la presa della lotta al Coronavirus. È quanto prevede la nuova ordinanza del governatore Attilio Fontana che entra in vigore da oggi fino al 13 aprile nella regione e prevede che si potrà uscire di casa solo indossando la mascherina o in comunque una protezione su naso e bocca .

Misure ancora più rigorose, perché “non abbiamo ancora raggiunto nessun obiettivo, non abbiamo concluso nessuna opera“. La Lombardia si conferma la regione che ha attuato finora disposizioni più rigide rispetto a quelle emanate del governo e in più si introduce l’obbligo.

Una disposizione che però non è piaciuta al capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che la pensa in maniera diversa: “Mascherine obbligatorie in Lombardia? Io non la uso perché rispetto le distanze. E’ importante indossarla se non si rispettano le distanze.” Piccata la risposta dell’assessore al Bilancio lombardo, Davide Caparini: “La nostra Protezione civile sta distribuendo milioni di mascherine ai più fragili e alle farmacie. Il commissario, invece, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?“.

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Angelo Borrelli

Per ovviare al fatto che le mascherine non si trovano con facilità, il Pirellone ha stabilito che si potranno usare anche sciarpe, e foulard. E, poi, che i negozi di alimentari e di prima necessità, ossia quelli ancora aperti, dovranno fornire ai clienti “guanti monouso” e disinfettanti “per l’igiene delle mani“. Mentre resta confermata la chiusura degli alberghi, degli studi professionali, dei mercati e di tutte le attività non essenziali. Si potranno, però, spiega la Regione, “acquistare articoli di cartoleria“, utili soprattutto per i bimbi che stanno in casa, in supermarket e altri negozi aperti e la vendita di fiori e piante sarà possibile “solo con la consegna a domicilio“.

Sullo stop ai cantieri edili, già previsto nel precedente provvedimento e confermato nel nuovo, sarà il Governo a dover decidere. La Lombardia ha chiesto a Palazzo Chigi di permettere, invece, “le attività legate alla filiera silvo-pastorale“, come, ad esempio, “il taglio della legna“.

Sul fronte dei numeri il trend è stabile, ancora non c’è una riduzione “continua e significativa“, come ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera, “ci stiamo assestando e abbiamo bisogno di dare un’ultima spallata“. I positivi totali arrivano a sfiorare i 50mila (49.118 con un aumento di 1.598), i morti in 24 ore sono stati 345 (8.656 in tutto), ma le terapie intensive tirano il fiato: 55 ricoveri meno di ieri. E crescono ancora ma a ritmi sempre più contenuti i dati dei contagi nelle province lombarde, con Milano che, però, è prima per numero di contagiati (10819, 428 i nuovi casi).

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