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Corruzione all’ortomercato di Milano. Scattati tre arresti

MILANO. Stefano Zani, direttore generale della Sogemi S.p.a., l’azienda che cura la diffusione delle conoscenze delle problematiche igienico-sanitarie nei mercati ai fini dell’accrescimento del livello qualitativo dei prodotti commercializzati, è stato arrestato dalla Squadra mobile, e ora si trova ai domiciliari. L’inchiesta riguarda una presunta corruzione all’interno dell’Ortomercato di Milano. La Sogemi, controllata dal Comune, si occupa della gestione dei mercati all’ingrosso di Milano, la realtà produttiva più grande d’Italia, con un giro d’affari di due miliardi e mezzo di euro. Zani era già stato indagato per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dello stesso procedimento per una presunta tangente da 2mila euro consegnata da “una delle cooperative che gestiscono il facchinaggio all’interno dell’Ortomercato”. I domiciliari sono scattati anche per gli altri due indagati nell’inchiesta milanese, Giorgio Gnoli, amministratore della “Ageas Impresa Consortile Lombarda srl”, una delle società che si occupano di facchinaggio nell’Ortomercato, e Vincenzo Manco, dipendente della cooperativa, a cui è contestata anche l’istigazione alla corruzione.

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