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Covid Sicilia, falsati i dati sui contagi per evitare la zona rossa: tre arresti

Scandalo in Sicilia: alcune figure di spicco nell’assessorato alla Sanità siciliana avrebbero alterato i dati sulla situazione epidemiologica in Regione diretti all’Istituto Superiore di Sanità per evitare di entrare in zona rossa.

Con questa l’accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito tre provvedimenti di arresti domiciliari nei confronti della dirigente generale del Dasoe (Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico) Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato Emilio Madonia.

Dati falsificati, parziale coinvolgimento dell’assessore Ruggero Razza

È indagato anche l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia Ruggero Razza, al quale è stato notificato un avviso di garanzia e sono stati sequestrati i telefoni cellulari. L’accusa nei suoi confronti è di falso materiale e ideologico. Su quest’ultimo la Procura di Trapani ha affermato che “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe“.

L’assessore alla Salute della Regione Sicilia Ruggero Razza (Facebook)

Sicilia, dati epidemiologici modificati: 40 gli episodi di falso da novembre 2020 ad oggi

L’inchiesta è nata dopo la scoperta che in un laboratorio di Alcamo (Tp) erano stati forniti dati falsati su decine di tamponi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nas, gli indagati sarebbero responsabili di 40 episodi di falso commessi tra novembre 2020 e il 19 marzo 2021. Nello specifico i tre arrestati sono accusati di aver alterato il numero dei positivi e dei tamponi, diretto all’Istituto Superiore di Sanità, “spalmandoli nel tempo” e condizionando di fatto i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus.

Il governatore Nello Musumeci non è indagato: secondo gli inquirenti è stato tratto in inganno

Nell’ambito della stessa inchiesta sono effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati, tra cui il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo, al fine di reperire materiale informatico e documenti utili alle indagini. Conferma della falsificazione dei dati inviati all’Iss è avvenuta attraverso l’ascolto di alcune intercettazioni telefoniche. Inoltre sono state acquisite email e dati presso i server dell’assessorato Regionale alla Salute e Dipartimento.

Il gip di Trapani aterina Brignone ha definito questo modus operandi un “disegno politico scelleratoa cui sembrerebbe estraneo il presidente della Regione Nello Musumeci, il quale sarebbe stato tratto in inganno “dalle false informazioni che gli vengono riferite“.

Contro il governatore Musumeci si è scagliato apertamente questa mattina il Presidente della Commissione Antimafia regionale siciliana Claudio Fava che in riferimento all’inchiesta sulla falsificazione dei dati Covid-19 condotta dalla Procura di Trapani ha affermato: “Le dimissioni di un assessore alla salute che falsifica e fa “spalmare” i dati sul Covid non vanno chieste dall’opposizione: vanno pretese dal presidente della Regione. Stamattina. Come primo atto di decenza morale. Quanto a Musumeci, se davvero non sapeva, l’inettitudine di un Presidente incapace di controllare la gestione dell’emergenza è colpa grave e imperdonabile. Una colpa che non gli permetteremo di nascondere lanciando la palla in tribuna, come è uso fare da tre anni a questa parte“.

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