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Dalle minacce ai fatti: la Corea del Nord fa esplodere un ufficio di collegamento al confine

Cresce in maniera esponenziale la tensione tra le due Coree: intorno alle 14:50, ora locale, la Corea del Nord ha fatto esplodere l’ufficio di collegamento inter-coreano nella zona industriale di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, ma ancora appartenente al territorio nordcoreano. La mossa si delineerebbe come un tentativo per tagliare tutte le linee di comunicazione tra Nord e Sud.

L’esplosione è stata prima confermata dal ministro sudcoreano per l’Unificazione, successivamente sono stati pubblicati alcuni video che mostrano le immagini della deflagrazione. Secondo le prime frammentarie informazioni non risulta che ci siano vittime o feriti, probabilmente perché da gennaio l’ufficio è rimasto vuoto, dopo essere stato temporaneamente chiuso a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il grave atto intimidatorio è giunto dopo le minacce da parte della sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, Kim Yo-jong, che aveva parlato della possibilità di distruggere “l’inutile ufficio di collegamento“, minacciando anche l’arrivo dell’esercito nella zona demilitarizzata, se la Corea del Sud non avesse impedito l’invio di alcuni volantini propagandistici contro il nord.

Secondo Yo-jong un tale atteggiamento violerebbe gli accordi di pace del vertice di Panmunjom del 2018 tra il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il fratello Kim Jong-un. Non a caso l’agenza Kcna, che spalleggia il regime nordcoreano, ha sottolineato come la distruzione sia avvenuta “per assicurare che questa gentaglia, e chi ha nascosto questa gentaglia, paghi a caro prezzo per i loro crimini“.

Da Seul la risposta non si è fatta attendere, il ministero della Difesa attraverso un comunicato ha reso noto che “risponderà con fermezza a ogni possibile provocazione militare della Corea del Nord“. “Per quanto riguarda le attuali situazioni di sicurezza – aggiungono da Seul – i nostri militari stanno monitorando da vicino i movimenti delle forze armate nordcoreane 24 ore su 24 ed hanno fatto del loro meglio per gestire la situazione ed evitare che si trasformasse in una crisi militare“.

Intanto il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale. La sensazione è che se la Corea del Nord continuerà ad effettuare altre azioni militari provocatorie, la risposta da parte della Corea del Sud non si farà attendere. E purtroppo sarà forte e risoluta.

Carlo Saccomando

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