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Due casi di Covid-19 al carcere delle Vallette, trasferiti ai domiciliari

TORINO. Era solo questione di tempo, il malessere era stato denunciato a livello nazionale anche da agenti della polizia penitenziaria, solitamente meno ascoltati dai politici che non i detenuti. Il Coronavirus è entrato nel carcere torinese delle Vallette. Due reclusi sono risultati positivi al tampone e, dopo un passaggio in isolamento, sono stati portati in abitazioni di pertinenza delle loro famiglie e messi in regime di detenzione domiciliare.

    Il primo è Gabriele Defilippi, condannato in via definitiva a trent’anni di reclusione per l’omicidio di una sua ex insegnante, Gloria Rosboch. La donna, residente a Castellamonte, era scomparsa il 13 gennaio 2016: fu ritrovata senza vita in un campo alcune settimane più tardi durante le indagini dei carabinieri.
    Il secondo è uno dei quattro giovani processati per i fatti di piazza San Carlo, Hamza Belghazi, al quale sono stati inflitti 10 anni e 4 mesi in primo grado. Secondo l’accusa fu uno dei componenti del gruppo di rapinatori che la sera del 3 giugno 2017, spargendo spray al peperoncino, scatenò il panico tra la folla assembrata in piazza per seguire su maxi-schermo la finale di Champions League.

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