DAL MONDO

Eduardo Bolsonaro “Sì aiuti per l’Amazzonia ma non siamo in vendita”

SAN PAOLO. La richiesta di scuse personali del presidente francese Emmanuel Macron da parte di Jair Bolsonaro non è dunque una condizione necessaria perché si stabilisca un dialogo del Brasile con il G7 sull’offerta di assistenza per la lotta agli incendi e alla deforestazione in Amazzonia.

“Qualsiasi risorsa che venga dall’estero per aiutarci nella nostra attuale lotta contro gli incendi è benvenuta”, ha detto il portavoce di Bolsonaro. Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro e presidente della commissione Esteri della Camera dei deputati brasiliana, ha detto che il suo paese non si deve “prostituire” per ottenere assistenza internazionale per la protezione ambientale dell’Amazzonia. In dichiarazioni diffuse da G1, il sito news della Globo, Eduardo Bolsonaro si è chiesto: “Dobbiamo rimanere qui, accettando fondi per l’Amazzonia e prostituendoci in nome di questo? Qui siamo in Brasile, chi comanda siamo noi”, per poi aggiungere che “se vogliono continuare a donare, che lo facciano, e se non vogliono allora gli diamo un abbraccio: non possiamo stare qui a piangere per fare tutto il possibile per quei soldi”.

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