CULTURAVIDEO

Enzo Biagi, partigiano e giornalista “resistente”

Enzo Biagi e l’Editto bulgaro

Enzo Biagi è stato un “resistente”, e nella storia dell’Italia l’affetto del pubblico che lo ha seguito ricorda un po’ l’amore che gli italiani hanno manifestato per il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Giornalista e scrittore italiano nato vicino a Bologna nel 1920, Biagi ha resistito alla guerra da partigiano, alle morti della moglie e di una figlia, e alla triste vicenda dell’Editto bulgaro. Nel 2002 l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dichiarò infatti che non ci fosse più un uso criminoso della televisione pubblica, riferito alla Rai presso cui lavorava Biagi, preso di mira insieme con il giornalista Michele Santoro e il comico Daniele Luttazzi, per l’intervista all’attore Roberto Benigni, il quale espresse il suo pensiero su Berlusconi.

«Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un “vendicatore” capace di riparare torti e ingiustizie […] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo». Queste le parole di un grande maestro di giornalismo com’era Enzo Biagi, deceduto il 6 novembre 2007, conosciuto soprattutto per le sue importanti inchieste, e per aver lavorato, cominciando a 17 anni, per i quotidiani nazionali più importanti, oltre che in numerose trasmissioni televisive. Tra queste, “Il fatto”, in onda sulla Rai dal 1995 al 2002, talk show in 700 puntate in cui Biagi intervistava l’uomo protagonista di uno dei fatti principali del giorno, o faceva dibattere diverse personalità su un determinato tema, tra cui anche la politica italiana.

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

Articoli Correlati