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Ex Ilva, sale la rabbia dei lavoratori Usb: “Afo 2 può continuare a uccidere”

L’epifania non ha portato i “doni” sperati per i lavoratori Usb (unione sindacato di base) dell’ex Ilva. All’alba di questa mattina ha avuto luogo una protesta, scaturita a causa del mancato finanziamento dell’integrazione salariale per i cassintegrati. Inoltre i dipendenti hanno richiesto l’immediata convocazione sul decreto legge Taranto per discutere circa le proposte che il sindacato Usb ha presentato.

Come se non bastasse oggi il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso presentato dai commissari dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria, annullando di fatto la decisione del giudice Francesco Maccagnano, che si sono espressi contro la decisione di decretare lo spegnimento dell’Altoforno 2.

Provvedimento definita dai vertici sindacali come “sbagliata che, ancora una volta, considera la produzione dell’acciaio più importante della vita delle donne e degli uomini. Complici e responsabili tutti coloro che hanno alimentato la paura delle conseguenze sociali dello spegnimento dell’Afo2 agitando lo spettro della disoccupazione se non della miseria, allo scopo di esercitare una pressione violenta sul tribunale del riesame.

rabbia lavoratori ex Ilva

Tra le considerazioni più significative del comunicato stampa diffuso dal sindacato si evidenza il passaggio nel quale viene definita questa decisione come “la sentenza che il ‘palazzo’ attendeva per riconvocare il tavolo ArcelorMittal e stringere un nuovo accordo“, in maniera tale da poter agevolare il magnate indiano concedendo “licenziamenti, scudo penale, sconto sull’acquisto e finanziamento pubblico al capitale privato.

Lo stabilimento siderurgico tarantino non è in condizioni di sicurezza e non rispetta il diritto alla salute dei cittadini.” Continua la nota ufficiale, che inoltre sancisce il proseguo della mobilitazione dei lavoratori davanti ai cancelli della raffineria Eni, con la promessa di ribadire al prossimo tavolo ministeriale “la necessità di predisporre un piano straordinario per l’eliminazione delle fonti inquinanti, la decontaminazione, la bonifica dell’area e la riconversione del territorio allo scopo di garantire occupazione, salario e reddito a tutti i lavoratori.

Infine l’unione del sindacato di base ha indetto nella giornata di venerdì 10 gennaio una nuova assemblea dei lavoratori Ex Ilva per decidere come proseguire la mobilitazione.

Norbert Ciuccariello

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