• 19 Gennaio 2021
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Fase 2, da lunedì 18 maggio forse visite agli amici e spostamenti nelle seconde case

Probabilmente dalla prossima settimana si entrerà in un momento cruciale della Fase 2: a partire da lunedì 18 maggio, in concomitanza con la riapertura di negozi, bar e ristoranti, il governo sarebbe valutando l’ipotesi di consentire ai cittadini di recarsi nelle seconde case, purché si trovino nella regione di residenza, e sopratutto potrebbe essere eliminato il vincolo di incontro con i soli congiunti, autorizzando di fatto le visite agli amici.

Le ipotesi potrebbero essere inserite nel nuovo Dpcm con le riaperture previste a partire da lunedì. Disposizioni che permetterebbero un ulteriore importante passo in avanti verso il ritorno alla normalità, ma per scongiurare un nuovo innalzamento della curva del contagio epidemiologico resterà obbligatorio seguire le misure stabilite dal governo come l’uso dei dispositivi di protezione individuale, il distanziamento sociale e il divieto di assembramento.

Sulla questione le posizioni all’interno della maggioranza sono discordanti, ma si prevede che a breve si possa trovare un accordo, sopratutto dopo l’analisi dei dati epidemiologici di mercoledì e giovedì, che daranno un quadro più chiaro sull’andamento dei contagi e i 21 criteri definiti dal ministero della Sanità per individuare l’indice di rischio di ciascuna regione

visite amici

Tra i partiti che spingono di più affinché cada il vincolo di incontrarsi esclusivamente con i congiunti c’è Italia Viva, che chiede esplicitamente lo stop alle autocertificazione e alle limitazioni delle libertà.

Mentre per quanto riguarda gli spostamenti tra Regioni probabilmente dovrebbero essere previsti dal mese di giugno per quelle meno colpite dall’epidemia.

Un’altro importante tema sul quale si è creato un acceso dibattito è quello relativo alle le linee guida messe a punto dall’Inail per balneazione e ristorazione. In un incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli le associazioni delle imprese le hanno definite “insostenibili” visto che ridurrebbero di un terzo i posti nei ristoranti e ancora di più sulle spiagge.

Norbert Ciuccariello

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