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Frank de Boer: “Parità di compenso nel calcio tra uomini e donne? È Ridicolo!”

Che non fosse l’allenatore più forte del pianeta, questo era palese visti i risultati conseguiti negli ultimi anni alla guida dell’Inter (stagione 2016/17, 7 sconfitte in 14 gare) e del Crystal Palace (stagione 2017/18, 4 sconfitte in 5 gare). Ma che una volta approdato negli Stati Uniti, considerata da tutti patria indiscussa del calcio femminile, dichiari che la parità di compenso tra uomini e donne sia una cosa ridicola, sembra un gesto quantomeno poco rispettoso e rispettabile.

Frank de Boer, olandese 49 anni, ex giocatore di successo che ha militato in big europee quali Ajax e e Barcellona, entra a gamba tesa sulla questione dell’equal pay, il diritto agli stessi guadagni tra calciatori e calciatrici: “La parità di retribuzione nel calcio tra uomini e donne non la comprendo, penso per come stanno le cose ora che sia ridicola“.

Frank de Boer parità
Frank de Boer (Twitter)

Dichiarazioni a dir poco imbarazzanti al giorno d’oggi e sopratutto in un paese come gli Usa, che vantano la nazionale di calcio in rosa più vincente dalla nascita della competizione mondiale, con 4 titoli iridati in 8 edizioni di cui le ultime due consecutive. L’olandese è stato ingaggiato all’inizio dell’anno come nuovo tecnico degli Atlanta United, squadra campione in carica del titolo MLS, il campionato statunitense. Attualmente la sua squadra si trova al secondo posto in classifica della Eastern Conference, a tre lunghezze di distanza dai Philadelphia Union, che però hanno disputato una gara in più.

Video di presentazione degli Atlanta United (Twitter)

In otto mesi vissuti negli States de Boer non è riuscito ad appassionarsi alle gesta delle calciatrici, sia di quelle statunitensi vincitrici della Coppa del Mondo, titolo che l’ex difensore olandese non ha mai conquistato, che delle compatriote olandesi vice campionesse mondiali: “Se il calcio femminile diventerà popolare quanto quello degli uomini – dice l’ex giocatore in un’intervista al Guardianallora si arriverà a questo, perché a quel punto la pubblicità e gli sponsor saranno livellati. Ma attualmente non è così, quindi perché devono guadagnare lo stesso.“.

Alle volte si dice che i grandi campioni possono rappresentare un esempio per le future generazioni, in questo caso siamo sicuri che potrà esserlo lo stesso: un esempio da cui prendere le distanze.

Carlo Saccomando

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