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Giappone, l’Imperatore Akihito abdica. Il saluto alla Nazione

TOKYO. La giornata di oggi rappresenta un momento di straordinaria importanza per la storia giapponese: è la prima volta, da oltre 202 anni, che un imperatore del Giappone decide di adbicare.

L’imperatore Akihito, 85 anni, dopo oltre 30 anni di regno cede il “Trono del Crisantemo” al figlio maggiore Naruhito, 59 anni. Di fatto si passa dall’era “Heinsei“, del conseguimento della pace, alla nuova era “Reiwa“, della splendida armonia. Il rito del passaggio di consegne di chiama “Taiirei-Seiden-no-gi“.

Imperatore giappone abdica

In mattinata il sovrano si è recato nei santuari del palazzo imperiale in segno di rispetto alla divinità del sole, e per pregare per le anime degli antenati. Ha inoltre letto un antico testo in giapponese per annunciare l’imminente abdicazione

La cerimonia ufficiale ha avuto inizio alle ore 17 locali, le 10 italiane, ed è durata circa dieci minuti. Si è tenuta all’interno della prestigiosa Sala dei Pini del Palazzo imperiale di Tokyo. Al termine dell’ultima apparizione pubblica del suo regno trentennale, Akihito ha dichiarato: “Ringrazio sentitamente il popolo giapponese per il supporto, e mi auguro che la nuova era sia stabile e foriera di buone notizie“.

Imperatore giappone abdica

Nella giornata di domani ci sarà l’ascensione al trono del principe della corona Naruhito. Inoltre l’evento sarà celebrato con dieci giorni consecutivi di festività. Nell’immaginario collettivo dei cittadini del Sol Levante segna un vero e proprio cambiamento epocale.

Negli uffici municipali delle principali città sono aumentate a livelli vertiginosi le richieste delle coppie che intendono registrare il certificato di matrimonio il primo maggio, e la prefettura di Koto ku, a est di Tokyo, ha organizzato celebrazioni speciali che includono foto commemorative con apposite mascotte.

Secondo la ricerca dell’Istituto Dai-Ichi Life e la banca Smbc, durante il periodo di festa il maggior flusso nei trasporti e l’accelerazione delle spese per consumi contribuiranno alla crescita di un quarto di punto percentuale del Pil.

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