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Giappone, sono già 70 i morti accertati per il tifone Hagibis

TOKYO. In ampie aree del Paese, dalla capitale Tokyo alle prefetture circostanti, ci sono stati cedimenti degli argini e straripamenti di 9 fiumi dopo le violente piogge torrenziali che hanno fatto strada al forte tifone. Sfiora i 70 morti il bilancio di distruzione del tifone Hagibis, che ha colpito il Giappone centro orientale nel corso del fine settimana. L’ultimo bollettino della televisione pubblica Nhk include almeno 16 dispersi ed è destinato ad aumentare nel corso dei prossimi giorni, come riferiscono le autorità governative. 

Le ricerche vanno avanti senza sosta su un’area che appare paralizzata dopo il verificarsi di almeno 146 frane in 19 prefetture, secondo le rilevazioni del ministero delle Infrastrutture. Gli argini di 47 fiumi hanno ceduto in 66 diverse località, e le dimensioni del disastro rimangono ancora difficili da quantificare per via dell’alto livello dell’acqua che rende impraticabile l’accesso alle zone rurali del Paese. Il numero delle abitazioni senza elettricità è sceso da 520mila a 34mila, con il verificarsi, tuttavia, di frequenti interruzioni della luce, riferisce il ministero. Etichettato solo pochi giorni fa come un “super-tifone” dall’Agenzia degli Stati Uniti per l’Atmosfera e gli Oceani (Noaa), Hagibis aveva guadagnato potenza in modo incredibilmente rapido, per poi ridimensionarsi. Il meccanismo all’origine del fenomeno è analogo a quello che genera uragani e cicloni. “I tifoni che si formano nell’oceano Pacifico settentrionale, come Hagibis, sono fenomeni meteorologici analoghi agli uragani dell’Atlantico e ai cicloni del Pacifico meridionale e dell’Oceano Indiano”, spiega il fisico Massimiliano Pasqui, del Consiglio Nazionale della Ricerche (Cnr).

Norbert Ciuccariello

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