• 28 Febbraio 2021
  • POLITICA

Giorno del Ricordo, Mattarella: “L’orrore delle foibe colpisce le coscienze”

Nel Giorno del Ricordo per ricordare la tragedia di tutte le vittime delle foibe Sergio Mattarella lancia un appello a non dimenticare l’orrore che ancora oggi è colpisce e colpisce le nostre coscienze: “Le sofferenze, i lutti, lo sradicamento, l’esodo a cui furono costrette decine di migliaia di famiglie nelle aree del confine orientale, dell’Istria, di Fiume, delle coste dalmate sono iscritti con segno indelebile nella storia della tragedia della Seconda Guerra Mondiale e delle sue conseguenze“.

Durante la celebrazione, alla quale erano presenti anche i presidenti della Camera Roberto Fico e del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Repubblica si è fatto portavoce del forte senso di solidarietà e fratellanza espresso da tutti gli italiani nei confronti dei familiari delle vittime, dei sopravvissuti, degli esuli e i loro discendenti.

I crimini contro l’umanità scatenati in quel conflitto – prosegue Mattarella – non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo, ma proseguirono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista“. Il capo dello Stato ha ricordato che il dolore provocato alle comunità italiane giuliano-dalmate e istriane costrette all’esodo tardò ad essere fatto proprio dalla coscienza pubblica della Repubblica, per questo motivo è stato fondamentale il contributo delle associazioni degli esuli che hanno permesso di portare alla luce vicende dimenticate o addirittura oscurate ,come l’orrore delle foibe, e conseguentemente di affermare pienamente i valori di libertà, democrazia, pace.

foibe

Le sofferenze patite non possono essere negate. – sottolinea il presidente della Repubblica – Il futuro è affidato alla capacità di evitare che il dolore si trasformi in risentimento e questo in odio, tale da impedire alle nuove generazioni di ricostruire una convivenza fatta di rispetto reciproco e di collaborazione“. Riconoscimento reciproco che è il terreno più adatto per coltivare il dialogo e l’amicizia tra culture e persone, così come avvenuto tra lo stesso Mattarella e il Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, che lo scorso luglio hanno firmato un protocollo d’intesa per la restituzione del Narodni Dom alla minoranza linguistica slovena in Italia.

Infine il capo dello Stato ha ricordato la ferma determinazione di Slovenia, Croazia e Italia di realizzare una collaborazione sempre più intensa nelle zone di confine, una partnership che apre la strada verso un futuro condiviso e che rappresenta un esempio lampante di come la consapevolezza della ricchezza della diversità delle culture e identità sia determinante per superare per sempre le pagine più tragiche del passato.

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