DAL MONDO

“Hong Kong non sarà Tiananmen” la Cina rassicura ma non convince

PECHINO. Hong Kong non sarà la “ripetizione dell’incidente politico del 4 giugno del 1989”, la repressione di Tiananmen, qualora Pechino decida contromisure che includano l’uso della forza. In un raro riferimento ai sanguinosi fatti di Pechino seguiti alle proteste pro-democrazia degli studenti di 30 anni fa, il Global Times accusa gli Usa di interferenze, assicurando che la Cina può far leva su metodi più sofisticati di quelli di 30 anni fa. Il raduno di forze paramilitari cinesi a Shenzhen “è un chiaro monito ai rivoltosi”.

Toni leggermente più “miti” di quelli di quelli espressi ieri, in cui si affermava che ” La Cina “non resterà a braccia conserte” se la situazione diventerà “incontrollabile” a Hong Kong e ha “mezzi e potenza sufficienti a reprimere i disordini rapidamente”. A dirlo, in conferenza stampa a Londra, l’ambasciatore cinese Liu Xiaoming. Un avvertimento che accresce i timori di un intervento militare da parte di Pechino nell’ex protettorato britannico, dove ormai da oltre 10 settimane vanno avanti proteste e manifestazioni per chiedere democrazia. A rafforzare i timori arriva anche la notizia di una parata con migliaia di uomini della polizia militare e blindati in uno stadio a Shenzen, al confine con Hong Kong. Intanto è tornata alla normalità la situazione all’aeroporto, dove nei giorni scorsi sono stati cancellati tutti i voli in arrivo e in partenza. Singolare che comunque le autorità cinesi liquidino con l’aggettivo “incidente” il massacro e la durissima repressione di piazza Tiananmen…un segnale di rigidità mentale e politica tutt’altro che incoraggiante.

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