DAL MONDO

I blindati cinesi non fermeranno la protesta a Hong Kong

HONG KONG. Migliaia di uomini della polizia militare cinese hanno sfilato in uno stadio a Shenzen, al confine con Hong Kong. Nello stadio, secondo quanto accertato da un cronista dell’agenzia France Presse, ci sono anche veicoli armati per il trasporto di truppe, il che accresce i timori di un intervento militare cinese nel territorio. Questo sfoggio di mezzi e potenza militare arriva dopo più di 10 settimane di proteste pro-democrazia  nell’ex colonia britannica, spesso sfociate in violenti scontri tra i manifestanti e la polizia. Domenica è prevista una nuova manifestazione e si teme che in quella occasione Pechino possa usare la forza come ha più volte minacciato. E infatti migliaia di professori, sfidando la pioggia battente, hanno aperto a Hong Kong le manifestazioni di un nuovo weekend ad altissima tensione, viste le centinaia di mezzi e blindati, e le migliaia di unità paramilitari cinesi convenuti a Shenzhen, a pochi chilometri dall’ex colonia.

Hanno espresso solidarietà agli studenti e agli attivisti che 11 settimane fa hanno cominciato a dichiarare il pieno dissenso contro la legge sulle estradizioni in Cina, accusata di ridurre l’autonomia dell’ex colonia britannica a favore di una maggiore interferenza di Pechino. I sindacati dell’Hong Kong Professional Teachers’, promotori dell’evento (dedicato alla “tutela della prossima generazione, lasciamo che le nostre coscienze parlino”), hanno cominciato il raduno a Chater Garden, nel cuore della città, prima di avviare la marcia verso la Government House, la residenza della contestatissima governatrice Carrie Lam. Si tratta di primo dei tre appuntamenti che oggi sono ufficialmente in programma. La situazione all’aeroporto internazionale di Hong Kong  dopo le proteste di questi ultimi giorni che hanno costretto alla cancellazione di circa 979 voli è tornata alla normalità, o quasi. L’Airport Authority, ha spiegato l’amministratore delegato Fred Lam, ha ottenuto un’ingiunzione temporanea che impedisce ai manifestanti di entrare in alcune aree dello scalo. Attualmente non ci sono più manifestanti nel terminal e diversi checkpoint sono stati installati. Solo il personale dell’aeroporto e i passeggeri in partenza con biglietti aerei o carte d’imbarco e documenti di viaggio validi saranno ammessi nei terminal.

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