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I profughi del clima nel libro della giornalista Francesca Santolini

È diventata un libro, “Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno” (ed. Rubettino), l’ultima inchiesta di Francesca Santolini, giornalista, esperta di temi ambientali, collaboratrice della Stampa, e tra le voci di Unomattina su Rai1. L’emergenza climatica, di cui ormai si parla sempre grazie alla presa di posizione della minorenne attivista svedese Greta Thunberg, il cui esempio ha toccato le coscienze di milioni di persone, fa emergere nel libro una devastante conseguenza su cui domina il silenzio: i migranti ambientali. “Siamo tutti migranti”, scrive Santolini, ma di quelli ambientali cosa si sa? Non c’è accordo su chi siano: non godono nel diritto internazionale di un formale riconoscimento, e non esiste una nazione che preveda uno status giuridico e il diritto d’asilo. Come riportato dall’autrice l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha dichiarato che tra 30 anni saranno 200-250 milioni i rifugiati costretti a spostarsi dalle proprie terre per motivi climatici.

copertina libro "profughi del clima"

Secondo Legambiente i profughi ambientali hanno superato, per numero nel 2015, i profughi di guerra. Questa potrebbe diventare la più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale, causata da catastrofi climatiche. Santolini riporta che “in Africa l’ottanta della popolazione è impiegata nell’agricoltura, ma due terzi delle terre non sono più coltivabili. Stiamo parlando di milioni di persone che anche volendo non potranno più tornare nei loro territori e nelle loro case”. E il futuro, come sarà? Il World Economic Forum, fondazione che organizza ogni anno un incontro tra esponenti della politica e dell’economia internazionale con intellettuali e giornalisti per discutere su questioni urgenti come anche salute e ambiente, per la prima volta ha riconosciuto l’attuale cambiamento climatico come il rischio più grande del Pianeta. “È la più grande sfida del ventunesimo secolo. Serve una governance globale. E bisogna muoversi subito”, dichiara Santolini.

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