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Ictus: nuova luce sulla riabilitazione motoria

A pochi giorni dalla celebrazione della Giornata mondiale dell’ictus, che ha avuto luogo lo scorso 29 ottobre, l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In), in collaborazione con l’Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna e il Laboratorio europeo per le spettroscopie non-lineari (Lens), ha osservato la plasticità neuronale e vascolare, associata al processo riabilitativo delle funzioni motorie lesionate da ictus, utilizzando una combinazione di tecniche ottiche ‘in vivo’ e ‘ex vivo’.

La ricerca, pubblicata su Cell Reports, è volta a monitorare la capacità del sistema nervoso di modificare l’intensità delle relazioni tra le sinapsi in seguito all’ictus. Le tecniche ottiche avanzate hanno il vantaggio di mostrare la plasticità neuronale su scale spaziali che vanno dal singolo neurone all’intero emisfero.

ictus

Le tecniche combinate di microscopia di fluorescenza e ingegneria genetica hanno consentito di visualizzare l’attività neuronale mentre il modello murino esegue il training sulla piattaforma robotica, permettendoci così di capire come il processo riabilitativo plasmi i pattern di attivazione corticale, cioè modifichi la struttura e le interazioni tra i componenti della corteccia”, spiega Allegra Mascaro, ricercatrice del Cnr-In, affiliata al Lens, che sottolinea come tutto questo sia stato possibile grazie alle strumentazioni e al personale forniti da quest’ultimo.

Lo studio fa parte dello ‘Human Brain Project’, un progetto europeo multidisciplinare, coordinato dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Cnr, che utilizza i risultati di questa ricerca come base da cui partire per simulare il cervello umano. “Sebbene sia ancora lunga la strada per comprendere appieno i meccanismi di recupero promossi dalla riabilitazione, i risultati pubblicati sono promettenti riguardo la possibilità di garantire ai pazienti un recupero funzionale completo”, conclude Mascaro.

Cos’è l’ictus

L’ictus cerebrale è una malattia grave e disabilitante, che ogni anno nel mondo colpisce circa 15 milioni di persone e rappresenta la terza causa di morte, la prima di invalidità e la seconda di demenza. In Italia sono circa 150.000 i soggetti colpiti, mentre ad oggi sono circa un milione gli italiani sopravvissuti all’ischemia, causata dalla rottura o chiusura improvvisa di un vaso cerebrale. La conseguente mancanza di ossigeno o compressione causata dal sangue fuoriuscito dall’arteria danneggiano poi le cellule cerebrali.

Secondo le statistiche nel 75% dei casi l’ictus colpisce persone con un età superiore ai 65 anni. Fondamentale per la prevenzione è l’adeguata consapevolezza da parte dei cittadini dei fattori di rischio che da soli o in combinazione tra di loro aumentano esponenzialmente la possibilità di incorrere in un ictus: ipertensione arteriosa, obesità, diabete, fumo, sedentarietà ed alcune anomalie cardiache e vascolari.

Norbert Ciuccariello

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