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Il Covid fa volare il mercato globale dei tablet: +25% nel terzo trimestre

Il mercato dei tablet continua a beneficiare della pandemia. La necessità di schermi più grandi di quello di uno smartphone per lavorare e fare lezione a distanza, nonché per intrattenersi a casa con contenuti audiovisivi, ha fatto crescere in modo netto le consegne mondiali di tablet, che nel terzo trimestre hanno registrato un incremento del 24,9% a 47,6 milioni di unità.

A fornire i dati sono gli analisti di Idc che sottolineano come al primo posto tra le aziende costruttrici ci sia sempre Apple: da luglio a settembre ha spedito 13,9 milioni di iPad, con un aumento del 17,4%. Samsung scavalca Amazon e riguadagna la seconda posizione, grazie a una crescita dell’89,2% a 9,4 milioni di unità. Scivola al terzo posto Amazon, che subisce un calo dell’1,2% a 5,4 milioni di pezzi.

mercato tablet

Fuori dal podio mostra un buon andamento Huawei, che nonostante le sanzioni Usa cresce anche fuori dalla Cina. L’azienda di Shenzhen ha chiuso il trimestre in esame con 4,9 milioni di tablet consegnati, pari a un aumento del 32,9%. Chiude il quintetto di testa Lenovo, con un incremento del 62,4% a 4,1 milioni di unità.

Con il Covid aumentano non solo le vendite di tablet e apparecchi elettronici, ma anche il prezzo al dettaglio di tali prodotti, come ha sottolineato nei giorni scorsi il Codacons: “I dati Istat – si legge in una nota – attestano che per lo stesso mercato, quello dei tablet e dei pc, i prezzi al dettaglio ad ottobre hanno subito un incremento del +12,4% rispetto allo stesso periodo del 2019.Questo significa che i listini sono fortemente cresciuti per effetto della maggiore domanda da parte degli utenti, che sempre più numerosi ricorrono allo smartworking e hanno quindi bisogno di nuovi dispositivi”.

Piero Abrate 

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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