• 24 Settembre 2021
  • ECONOMIA

Il Covid non arresta la crisi climatica: nel 2020 l’Italia è sempre più “calda”

Italy for Climate presenta “10 trend chiave sul clima 2020: cosa è accaduto in Italia nell’ anno della pandemia”.

Le performance climatiche dell’Italia nel 2020, anno della pandemia, hanno registrato la diminuzione delle emissioni di gas serra, causate in gran parte dalla grave recessione che ha fatto scendere i consumi energetici. Riduzioni delle emissioni che però negli ultimi 30 anni sono calate appena della metà di quanto necessario per raggiungere l’obiettivo del -55% entro il 2030. In più ha influito lo stallo delle rinnovabili che non crescono da un decennio e nel 2020 sono addirittura diminuite (-400 ktep).

Il Covid non arresta poi la crisi climatica: l’Italia, è sempre più “calda”, rispetto al 1880 la temperatura media è aumentata di quasi 2,4°C, molto più della media mondiale di circa +1°C e nel solo 2020 sono stati censiti in Italia quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Ma nel 2020 ci sono anche segnali incoraggianti: la drastica riduzione dell’uso del carbone, il boom delle vendite di auto elettriche e ibride che coprono ora circa il 20% del mercato.

La fotografia dell’Italia del clima è contenuta nel Rapporto “10 trend chiave sul clima2020: cosa è accaduto in Italia nell’ anno della pandemia” realizzato da Italy for climate, l’iniziativa della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha raccolto le adesioni di imprese impegnate sul tema del cambiamento climatico (Chiesi, Conou, Davines, Edison, Erg, Illy, Italian Exhibition Group) che fornisce una rappresentazione sintetica di alcune tendenze rilevanti in materia di clima e energia.

Gli eventi generati dalla crisi climatica – ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – sono sempre più drammatici. In Italia, solo nell’ ultimo mese, la Sardegna sta bruciando, Milano e la Lombardia sono andate sott’ acqua e hanno sperimentato grandinate eccezionali, l’Europa è stata colpita da quella che è stata definita l’alluvione del secolo. Incendi e alluvioni si succedono con frequenza e gravità in continuo peggioramento in varie parti del mondo“.

L’attenzione dei cittadini e del media è fortemente cresciuta, manca, invece, un’adeguata accelerazione delle misure, concrete e impegnative, di riduzione dei gas serra. – prosegue Ronchi che lancia un appello affinché tutte le nazioni al mondo si impegnino adeguatamente per combattere i cambiamenti climatici – Se aspettiamo che partano tutti per aumentare il nostro passo, saremo travolti dalla crisi climatica. Insieme all’Europa dobbiamo incalzare i ritardatari – a partire dalla Cina che sta rinviando misure incisive per il clima – dimostrando che siamo in grado di realizzare rapidamente un’economia climaticamente neutrale, con maggior benessere e più occupazione e tassando adeguatamente le importazioni di prodotti ad alte emissioni provenienti da Paesi che non si impegnano per il clima”.

clima
Grandinata a Belluno del 25 luglio 2021 (Twitter)

I 10 trend che inquadrano le performance sul clima dell’Italia:

  1. Nel 2020 con la pandemia l’economia italiana ha subito la più grave recessione dal dopoguerra a oggi, con il Pil in picchiata -8,9% e la produzione industriale che nel lockdown è scesa di quasi il 45%.
  2. In trent’anni si è registrato appena metà del taglio delle emissioni di gas serra necessario al 2030: nel 2020 -27% rispetto al 1990. L’Italia, nonostante gli effetti della pandemia, è quindi lontana dall’obiettivo europeo del -55% al 2030 e dalla neutralità climatica entro metà secolo. Nel 2020 le emissioni sono diminuite del 9,8% rispetto all’anno precedente.
  3. Calano tutti i consumi energetici, ma la pandemia ha colpito in modo particolare i combustibili per i trasporti (-16%) e il carbone (-27%), in particolare quello per la produzione di elettricità.
  4. Le rinnovabili non crescono da quasi un decennio e nel 2020 il consumo di energia rinnovabile è nuovamente diminuito: – 400 mila tonnellate equivalenti di petrolio.
  5. I nuovi impianti per la generazione elettrica da rinnovabili sono fermi al palo: in un anno installati circa 1.000MW, ne servirebbero almeno 7.000. In Europa nel 2020 sono stati installati oltre 30.000 MW, con Germania, Spagna e Francia in prima linea.
  6. La produzione di energia elettrica da carbone ai minimi storici, con l’obiettivo del completo phase-out entro il 2025 che non sembra più irraggiungibile, e le emissioni specifiche del kWh elettrico non sono mai state così basse, 258 gCO2/kWh.
  7. Calano gli spostamenti privati (-20% rispetto al 2019), cambiano un po’ le abitudini alla mobilità delle persone che vanno di più a piedi e in bicicletta, triplica lo smartworking +200%.
  8. Boom di vendite di auto ibride ed elettriche che arrivano a coprire quasi il 20% del mercato, crollo di diesel e benzina (-40%). Tornano a diminuire le emissioni dei nuovi veicoli.
  9. Rebound: con la fine delle restrizioni, il periodo estivo, tornano subito a crescere consumi ed emissioni che raggiungono già livelli pre-crisi.
  10. La crisi climatica morde in Italia: le temperature crescono più che nel resto del mondo +2,4 C° e si moltiplicano gli eventi estremi. Censiti per l’Italia quasi 1.300 eventi meteorologici estremi connessi al cambiamento climatico. Si tratta del valore più alto mai registrato dopo l’anno record 2019, dal 2008 si sono moltiplicati otto volte e questa è la tipologia: +480% i tornado, +580% le piogge intense e lebombe d’acqua, +1.100% le grandinate e +1.200% le raffiche di vento.

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