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Come si diventa imprenditori nel 2026? I 3 consigli per cominciare

Diventare imprenditore nel 2026 richiede una combinazione di mentalità pratica, competenze aggiornate e sfruttamento delle opportunità offerte dall’università e dall’ecosistema startup. Puntare subito sulla formazione universitaria può accelerare il percorso trasformando la teoria in strumenti concreti per avviare un’impresa e rendendo la persona più consapevole dei passaggi da fare per avviare un’impresa. Nel mercato del lavoro attuale e stando alla situazione economica globale, conviene tuttavia scegliere percorsi formativi che forniscano sicuramente competenze tecniche, ma che consentano anche di sviluppare capacità di networking e occasioni di “learning by doing” come challenge, incubatori e corsi pratici. Ecco tre consigli utili per iniziare il percorso per diventare imprenditori.

Scegliere la facoltà universitaria giusta

L’università offre più del titolo perché consente di conoscere docenti esperti, prendere parte a laboratori, progetti di gruppo e intessere relazioni con aziende e investitori che facilitano il passaggio dalla teoria alla pratica. Esistono infatti degli indirizzi più consigliati di altri per chi intende percorrere proprio la strada dell’imprenditoria. Non bisogna puntare per forza solo su informatica, ingegneria e economia: sono particolarmente indicati per chi desidera intraprendere una carriera imprenditoriale. Anche i corsi di giurisprudenza e scienze della comunicazione possono rivelarsi adatti, ma va da sé che una laurea magistrale in economia o un titolo in marketing digitale sono più richiesti sul mondo del lavoro. Questi indirizzi sono inoltre accessibili anche online nelle università telematiche come Unicusano, con programmi di studio che prevedono anche attività pratiche e progetti di tirocinio o stage. Scegliere dunque un corso che combini conoscenze di business e competenze tecniche aumenta la probabilità di costruire un’offerta commerciale scalabile. Il consiglio infine è di integrare il percorso con certificazioni di marketing digitale, gestione prodotto o no-code: nel 2026 la domanda di competenze digitali rimane centrale per startup e PMI.

Lavorare mentre si studia: progetti reali e stage

Mettere le mani sul prodotto già durante il percorso di studi è fondamentale. Anche mediante il tramite delle facoltà, il consiglio è di cercare stage, tirocini e progetti con imprese che offrono mentoring e validazione pratica (hackathon, startup challenge, incubatori). Come dimostrano le statistiche, in Italia i giovani non sono abituati a conciliare studio e lavoro, ma approcciarsi al mondo delle imprese è il miglior modo per raccogliere feedback reali, entrare in contatto con i primi potenziali clienti e migliorare il proprio curriculum agli occhi di futuri partner e investitori. L’esperienza diretta permette infine di affinare anche le soft skills che sono essenziali per emergere nel mondo dell’imprenditoria, considerando l’elevata concorrenza attuale e i continui cambiamenti sia nelle modalità di lavoro sia nel tipo di mansioni da svolgere, anche come imprenditore.

Accedere a programmi per start up

Partecipare a programmi di accelerazione universitari, bandi regionali e corsi specifici per aspiranti imprenditori che includono consulenze e assistenza alla stesura del piano d’impresa è un passaggio fondamentale per entrare nel mondo dell’imprenditoria e lanciarsi in una prima gestione reale di impresa. Ci sono numerosi investimenti in questo campo, anche se bisogna considerare che in Italia il rischio per le startup è la burocrazia, che in molti casi soffoca il lavoro sul prodotto. Per ottimizzare le risorse, ci si può rivolgere ad esempio alle Camere di Commercio che spesso propongono corsi strutturati e screening per progetti con possibilità di accompagnamento personalizzato.

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