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Il passaggio di centinaia di gru sull’Abruzzo, una tradizione consolidata

CHIETI. Le migrazioni che entusiasmano e scaldano il cuore… Con il primo freddo puntuali arrivano in Abruzzo le gru dal nord-est del continente europeo. Sorvolano la regione sostando qualche ora per poi riprendere il viaggio verso i quartieri di svernamento.

Nel pomeriggio sono state osservate in Val di Sangro da Alessandra Iannascoli, attivista della Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa), e a Castel Frentano (Chieti) da Giosuè Bucci, appassionato di natura. Probabilmente provengono da Finlandia, Russia e Polonia dove nidificano. All’approssimarsi dell’inverno in quelle aree, spiega Massimo Pellegrini, presidente Soa, si muovono verso sud volando per migliaia di chilometri. Negli ultimi anni le osservazioni sono sempre più frequenti, stormi di centinaia di individui che non passano inosservati anche per le loro dimensioni, oltre 2 metri di apertura alare. Nel 2019 un grande stormo era stato osservato sempre in provincia di Chieti il 22 novembre. Alcuni anni fa diversi esemplari hanno scelto la piana del fiume Sangro a Pescasseroli (L’Aquila), nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, per sostare alcune settimane.

Norbert Ciuccariello
   

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