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“Impiccatela”, il post shock di un consigliere comunale contro Silvia Romano

Quando persino un consigliere comunale può trasformarsi nel più becero "leone da tastiera" del web.

Ha postato sui social la foto di Silvia Romano accompagnato dalla scritta “impiccatela“. Il messaggio aberrante non arriva da un comune cittadino, uno dei tanti che utilizza i social per dare libero sfogo ai propri pensieri, spesso senza filtri, se non addirittura per esternare le frustrazioni dalle quali è afflitto. Non è nemmeno uno di quegli utenti che non sanno dove sia di casa la diplomazia e sopratutto il rispetto per gli altri, quelli per il quale il web e soprattutto i social rappresentano una giungla senza regole , nella quale vige la regola che a regnare è sempre il leone da tastiera più forte. O almeno quello che le spara più grosse.

In questa occasione il titolo di “leone da tastiera” per eccellenza se l’è aggiudicato Nico Basso, consigliere comunale di Asolo, in provincia di Treviso, capogruppo della lista civica “Verso il futuro” ed ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano. Il post in questione è stato prontamente cancellato su Facebook, ma il gesto non è stato dimenticato da coloro i quali hanno avuto l’onore di leggere uno dei post più beceri degli ultimi tempi. Forse il peggiore del 2020.

Un post che come un vortice di odio era stato in grado di attirare a se una moltitudine di altri messaggi colmi di risentimento, astio e offese volgari nei confronti della giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia.

impiccati silvia romano
Nico Basso (Facebook)

La stampa locale ha riferito che il consigliere è stato duramente attaccato anche dal sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, che starebbe valutando di chiedergli le dimissioni. 

Ma a quanto emerge da un analisi fatta sulla pagina Facebook di Basso questo sarebbe solo l’ultimo di una serie infinita di post dai contenuti a dir poco “orrendi”. Ieri ad esempio commentando il tweet della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, che tante polemiche aveva scatenato a causa del logo del Pd apparso su una foto di Silvia Romano, poco dopo la notizia della liberazione dalla prigionia, Basso aveva scritto: “Libera da chi? Pd di mer***“.

Senza dimenticare gli insulti nei confronti del premier Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo l’arrivo della cooperante milanese all’aeroporto di Ciampino e l’accoglienza dei due politici. Ma sono innumerevoli gli insulti nei confronti di altri esponenti politici di spicco considerati rivali come il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e sua moglie Nunzia De Girolamo, ex deputata di Forza Italia, Beppe Grillo, la deputata Cécile Kyenge, ex ministro per l’integrazione del governo Letta, Laura Boldrini, il ministro della Giustizia Roberto Bonafede, solo per citarne alcuni, ma l’elenco è infinito.

Senza dimenticare il tono delle parole che accompagnano quasi sempre i post, frasi del tipo “Copate” (ammazzati), “I dittatori fanno sempre un brutta fine….attento ducetto!!!“, “Testa di c***o vattene!“, “Naltro deficente”, “Internatela sta str***a“, “Fate sparire sta merda!!!“. Un vocabolario talmente variegato e forbito, arricchito da numerosi puntini di sospensione e punti esclamativi, che sarebbe capace di inorgoglire uno dei padri della lingua italiana: il “Sommo Poeta” Dante Alighieri.

Ma tornando con i piedi per terra se fossi in nei panni del consigliere trevigiano non sarei in grado di dormire sogni tranquilli in quanto il responsabile dell’antiterrorismo milanese, Albero Nobili, ha aperto appena un’inchiesta per gli insulti e le minacce, anche di morte, rivolte sui social a Silvia Romano. L’ipotesi è di minacce aggravate nei confronti di ignoti, o meglio quasi tutti ignoti tranne sicuramente uno.

Può sembrare un gioco di parole ma il signor Basso, in questo caso, si è comportato da piccolo uomo.

Carlo Saccomando

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