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Imprenditori 2.0: gli strumenti del successo

Essere il datore di lavoro di te stesso. Alcuni non potrebbero chiedere di meglio. In fondo, mettendo su il tuo business, potresti essere sicuro di svolgere un lavoro che ti piace e ti appassiona (cosa da non sottovalutare!). Inoltre, non dovresti sottostare a regole imposte dall’alto o a decisioni che non approvi perché saresti tu a gestire il tutto.

Tuttavia, si sa che c’è sempre il rovescio della medaglia. Non importa quanti vantaggi possiamo elencare di una particolare situazione, ci saranno sempre degli aspetti negativi da tenere in conto. Nel caso dell’imprenditorialità, se sei a capo di un’azienda hai delle responsabilità importanti, partendo da quelle riguardanti la gestione delle risorse umane fino ad arrivare a quelle economiche.

La riuscita o meno di un’azienda dipende da tanti fattori, ma sicuramente la direzione gioca una parte fondamentale. Non sono importanti solo le scelte strategiche messe in campo per raggiungere particolari obiettivi, ma anche la capacità di motivare i propri dipendenti e di mantenere vivo l’entusiasmo per il lavoro che si svolge. Un team composto da persone soddisfatte e che credono nel progetto che si sta portando avanti è il solo che può portare un’azienda a crescere e a migliorare. Quindi, un buon imprenditore deve essere attento ai bisogni e agli umori dei suoi dipendenti.

Imprenditori  strumenti successo

Prima ancora di questo, però, il buon imprenditore deve essere attento a se stesso, alle sue motivazioni e al suo coinvolgimento rispetto al progetto. Non bisogna credere che solo i “figli d’arte” abbiano la possibilità di realizzarsi con successo. Alcuni dei più grandi imprenditori degli ultimi tempi non avevano genitori a capo di un’azienda. Pensiamo a Steve Jobs, a Larry Page o a Jeff Bezos. Quello che ci vuole, è una visione e la voglia di metterla in pratica gestendo man a mano gli ostacoli che si presentano. Un buon imprenditore non deve lasciarsi limitare dalle sue paure o credenze personali. Deve mantenere il suo spirito proattivo e impegnarsi di fronte alle difficoltà, non lasciarsi abbattere da esse. Inoltre, deve mantenersi aperto al cambiamento e alle novità. Se si ha un atteggiamento rigido e ci si rifiuta di imparare cose nuove, non si può andare molto lontano.

Se la personalità e l’atteggiamento dell’imprenditore di successo devono essere come le abbiamo descritte fino ad ora, c’è un altro elemento che non può mancare per svolgere il ruolo di dirigente nel migliore dei modi: strumenti ottimali per il controllo di gestione.

Quando si parla di controllo di gestione, s’intendono tutti i processi che consentono di acquisire e di monitorare dati relativi alla produzione aziendale. Sono dati importanti per definire gli obiettivi di medio e lungo termine di un’impresa. Effettuare il controllo di gestione significa:

  • Controllare i costi di entrate e di uscita in un’azienda;
  • Calcolare l’inefficacia produttiva;
  • Calcolare il mixer di vendita;
  • Analizzare le performance di chi lavora;
  • Calcolare la redditività dell’impresa sulla base dei prodotti e/o dei clienti.

Per fare tutto questo, esistono dei software informatici appositamente costruiti. Un esempio? Il software per il controllo di gestione di Dialog. Dialog si occupa della progettazione e attivazione di sistemi di controllo di gestione dal 1993. La soluzione da lei offerta è la Suite E3, un software di Business Intelligence che consente di analizzare l’andamento di un’azienda grazie ad applicazioni intuitive e complete.

Essere un imprenditore di successo non vuol dire solo avere fortuna, ma soprattutto unire a particolari qualità personali una strumentazione efficace e vincente.

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