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In Val di Susa, sulle tracce di Carlo Magno percorrendo il Sentiero dei Franchi

SUSA. Il Sentiero dei Franchi, nato nel 1980 con l’intento di ripercorrere l’ipotetico cammino di avvicinamento dell’esercito di Carlo Magno alle Chiuse assediate dai Longobardi, segue sentieri che nei secoli hanno rappresentato un percorso privilegiato per pellegrini e viandanti in transito lungo la Valle di Susa.

Era il 773. L’esercito longobardo era comandato da Adelchi figlio di Desiderio e valoroso condottiero, il quale, quando cavalcava durante le battaglie, “era solito portare con sé una mazza di ferro e con quella colpire con forza a destra e manca i nemici abbattendoli con grande strage”. La leggenda, successivamente ripresa da Alessandro Manzoni nella tragedia Adelchi, narra che a fare da guida a Carlo Magno su questo sentiero fu un certo diacono Martino, inviato dall’arcivescovo di Ravenna su disposizione del papa.

Il tracciato parte dalla Sacra di San Michele e, mantenendosi sempre sulla destra orografica della valle, raggiunge dopo circa 60 km il comune di Oulx, sfiorando antiche certose ed importanti insediamenti religiosi: dall’antica Prevostura di Oulx alla Certosa della Madonna della Losa, dalla Certosa di Montebenedetto alla Sacra di San Michele. Il sentiero costituisce indubbiamente un importante tracciato escursionistico che offre a chi lo percorre l’opportunità di attraversare aree di notevole valore naturalistico (tra cui i parchi naturali del Gran Bosco di Salbertrand e dell’Orsiera Rocciavrè) e di cogliere ovunque il senso della storia di ieri e di oggi.

La Battaglia delle Chiuse è datata 773

Il tracciato parte dalla Sacra di San Michele e, mantenendosi sempre sulla destra orografica della valle, raggiunge dopo circa 60 km il comune di Oulx. Il sentiero incrocia lungo il percorso le più importanti abbazie valsusine:

  • Abbadia di Oulx (Oulx),
  • Madonna della Losa (Gravere),
  • Certosa di Banda (Villar Focchiardo),
  • Certosa di Monte Benedetto (Villar Focchiardo),
  • Sacra di San Michele (Sant’Ambrogio),

Si consiglia di verificare sempre l’agibilità del sentiero ed eventuali percorsi alternativi prima di intraprendere l’itinerario. Il percorso escursionistico è indicato con segni di vernice gialla oppure con segnavia bianchi e rossi recanti la sigla “SF”, oltre che con numerosi cartelli. In un paesaggio vario che va dagli abeti del Parco del Grand Bosco di Salbertrand ai faggi e castagni del Parco Naturale Orsiera-Rocciavrè, dove si incontrano facilmente volpi, tassi e marmotte, ma anche cervi e camosci che vivono indisturbati in un ambiente incontaminato e dai colori sgargianti e suggestivi.

Ha collaborato Massimo Davì

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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