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Incendiata auto di servizio Eni, sospetta matrice anarchica

GENOVA. Una macchina di servizio dell’Eni è stata incendiata questa notte in piazza della Vittoria, proprio sotto la sede genovese dell’azienda. Sul posto la polizia scientifica e la Digos. Al momento ancora nessuna rivendicazione, ma l’Eni è spesso uno degli obiettivi degli anarchici: l’incendio potrebbe essere collegato con la recente sentenza a carico di alcuni anarchici fiorentini coinvolti nella cosiddetta ‘operazione Panico’ o con le condizioni di salute di alcuni anarchici che si trovano in carcere in seguito al processo torinese a carico di alcuni membri della Fai-Fri denominato ‘Scripta manent’. La chiamata di allarme ai vigili del fuoco è arrivata intorno alle 4 di questa mattina.  

Sull’incendio indaga la Digos. Non è la prima volta che i mezzi dell’Eni sono presi di mira per attentati e danneggiamenti. Infatti il novembre scorso la rivendicazione dopo il rogo di un automezzo parcheggiato in corso Carbonara, a Castelletto: su un sito di matrice anarchica era comparso un post in cui si inneggiava appunto «all’anarchia», confermando che è stata «data alla fiamme macchina dell’Eni. Solidarietà a tutti i prigionieri dell’operazione Scripta Manent». ll riferimento è all’operazione dello scorso settembre della Digos di Torino, che ha portato all’arresto per 7 anarchici con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo e all’iscrizione di altre 8 persone nel registro degli indagati, oltre che a 30 perquisizioni con unità cinofile effettuate dalla polizia in ventinove abitazioni fra Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. L’accusa è quella di avere piazzato tre ordigni esplosivi in Piemonte, uno nel quartiere Crocetta di Torino, il 5 marzo 2007, e due alla caserma Allievi carabinieri di Fossano, il 2 giugno 2006. Una lunga scia di attentati dalla matrice riconducibile ad ambienti anarchici insurrezionalisti.

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