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Innovativo progetto italiano utilizza i rifiuti organici come fonte di energia

BERGAMO. Metano e anidride carbonica per uso industriale e alimentare si potranno ottenere attraverso un unico processo dai rifiuti organici. Il progetto è italiano, di un team di ricercatori dell’Istituto per la tecnologia delle membrane del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itm) di Rende (Cosenza), in collaborazione con l’azienda Tecno Project Industriale.

La rivista Energy & Environmental Science riporta la scoperta che vede la collaborazione tra Cnr e Tecno Project Industriale iniziare nel 2009 grazie a un progetto finanziato dalla Commissione europea, il cui scopo riguardava la rimozione dell’anidride carbonica per rendere il biogas, ottenuto dai rifiuti organici, un combustibile migliore, ma in seguito un altro progetto ha portato alla costruzione di un impianto pilota, fino alla realizzazione dell’impianto industriale oggetto dello studio.

Questo nuovo metodo è stato applicato a livello industriale presso la Montello spa, nell’omonimo comune in provincia di Bergamo. La tecnologia adottata può essere applicata anche ai rifiuti organici dell’agricoltura, degli allevamenti, e dell’industria alimentare al fine di produrre ulteriore energia rinnovabile, riducendo sempre più l’emissione di gas serra nell’atmosfera e combattere il riscaldamento globale.

Impianto di Montello

«Nel processo, rifiuti organici vengono convertiti in biogas come fonte di energia rinnovabile. Allo stesso tempo, membrane – una sorta di filtri estremamente fini – separano e purificano l’anidride carbonica per un successivo utilizzo. Il biogas, normalmente usato come combustibile per riscaldamento o per produrre energia elettrica, contiene principalmente metano e circa il trentacinque per cento di anidride carbonica. La novità del nostro impianto, il primo in Europa anche per le sue dimensioni, è che l’anidride carbonica contenuta in questo biogas, invece di essere rilasciata in atmosfera, viene interamente recuperata a un elevato livello di purezza tale da poter essere utilizzata anche nell’industria alimentare, ad esempio per la produzione di acqua frizzante e di bevande gassate, o per il surgelamento o l’imballaggio di alimenti in atmosfera controllata, riducendo così l’uso di conservanti», dichiara John Jansen, responsabile del gruppo di ricerca sulle membrane polimeriche per la separazione di gas del Cnr-Itm.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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